Recensioni

The Castles of Doctor Creep
Commodore 64, 1984, Brøderbund
Siamo appena stati trasferiti in Transilvania e il gentile Dottor Creep ci offre ospitalità in una delle sue magioni: peccato che ben presto scopriremo che le stanze sono piene di creature ostili, trappole e strani congegni. L'unica idea che ci balena in testa è quella di uscire al più presto dal castello del malefico dottore, possibilmente tornando a casa tutti interi (...)
Henry's House
Commodore 64, 1984, English Software
Non so se sia una tendenza generale o meno, ma la mia "carriera" di videogiocatore nelle sue prime fasi è piena di piccole cose: i giochi originali erano difficili da trovare, graal esposti in vitree vetrine come irraggiungibili trofei da scegliere quasi per caso, solo in occasioni speciali (...)
Mr. Mephisto
Commodore 64, 1984, Euro-Byte
La vita e la storia delle prime software house per Commodore 64 sono sempre avvolte da un alone di mistero: le notizie e le informazioni sono scarse o nulle, e tendono a perdersi nel passato remoto dell'informatica, tra amatorialità, indipendenza e novità nelle idee (...)
Orc Attack
Commodore 64, 1984, Creative Sparks/Thorn Emi
Mi affascina muovermi dalla città alla ricerca di piccole località sconosciute: l'Italia è ricchissima di micro-paesi, dove ancora si riesce a conservare una parte dell'immenso patrimonio di simbologie e tradizioni della nazione(...)
Serenade
Commodore 64, 1986, Jawx/VIFI International
Non ho mai visto nessuno suonare una serenata. Nessuno mi ha mai raccontato di aver visto qualcuno suonare una serenata. Sarà mai esistito realmente un uomo, capace di compiere un atto così palesemente ridicolo? E' forse solo un invenzione da film di quart'ordine? (...)
Thunder Castle 
Mattel Intellivision, 1982/86, Mattel Electronics/INTV Corporation
Ci sono giochi che sono diventati famosi anche nel mainstream, icone di se stessi e di un'intera generazione, ricordi fatti di palline da ingoiare, bidoni, martelli e ombrelli, mentre altri arrivano al momento sbagliato, troppo tardi, e finiscono per essere dimenticati (...)