U.S. Gold: riflettori puntati verso l'Italia

L'articolo è tratto dalla rivista Commodore Gazette Anno IV n. 4 (luglio/agosto 1989) pp. 62-66, fonte: Collezione privata

U.S. GOLD: RIFLETTORI PUNTATI VERSO L'ITALIA


Il presidente della U.S. Gold è venuto in Italia per presentare gli ambiziosi piani della sua software house. Tra le altre cose, si è parlato del nuovissimo gioco Indiana Jones and the Last Crusade.

di Mauro Gaffo

"Se non ci sono più domande, ho io qualcosa da chiedere a voi che siete gli esperti del settore informatica in Italia. Gli italiani sono famosi in tutto il mondo per la loro fantasia, per la loro capacità di affermarsi in qualsiasi campo... perché allora da voi non si produce software? In Germania e in Francia qualcosa è stato fatto, ma dall'Italia silenzio assoluto. Perché?". Con questa domanda si è conclusa la parte ufficiale della conferenza stampa tenuta dal presidente della U.S. Gold. Gli impacciati tentativi di risposta hanno messo in luca soltanto che anche gli addetti ai lavori sono perfettamente consapevoli di questa situazione: i tentativi che qui e là si fanno non hanno ancora quasi nessuna risonanza al di fuori del nostro Paese.

Ma questa drammatica conclusione a che conferenza stampa si riferisce? Che c'entra con l'Italia il presidente di una delle più conosciute software house ingles? Cominciamo dal principio.

Alla conquista dell'Italia

Milano e il lussuoso hotel Gallia, nei pressi della stazione Centrale, sono stati il punto di partenza dell'aggressiva "campagna d'Italia" della U.S. Gold, una notissima software house inglese che ha puntata molte delle sue carte sul mercato europeo e soprattutto su quello italiano. Venerdì 21 luglio [1989 ndr], le eleganti poltroncine della Sala Verdi hanno accolto la stampa specializzata e alcuni rivenditori per una presentazioni delle novità software previste per ottobre/dicembre. Non c'era nemmeno un computer e purtroppo non abbiamo potuto vedere in azione, se non di sfuggita, il nuovo Indiana Jones and the Last Crusade che uscirà in Italia poco dopo la prima dell'omonimo film, ma qualche notizia interessante siamo riusciti a raccoglierla ugualmente chiacchierando con Geoff Brown [nell'articolo originale sempre chiamato erroneamente Jeff ndr] (direttore generale della U.S. Gold) e con John Holder (amministratore delegato della U.S. Gold Italia e responsabile della Leader distribuzione).

Il meeting è nato per volontà della software house inglese e del suo distributore italiano, la Leader, per mettere l'accento sull'importanza che il nostro Paese riveste per i produttori inglesi e in particolare per la U.S. Gold. "E' soltanto l'inizio" ha dichiarato Geoff Brown. "In Italia intendiamo muoverci con dinamismo in molte direzioni diverse: dalla realizzazione di prodotti in italiano a una politica di prezzi che metta fuori gioco la pirateria. E' un mercato difficile, ma assorbe circa il 20 per cento della nostra produzione nel settore Commodore. E sta crescendo".

La storia della U.S. Gold

Dopo una breve presentazione da parte di John Holder, lo stesso Geoff Brown si è incaricato di descrivere la sua azienda, una software house che punta molte delle sue carte su un marketing aggressivo e fantasioso, e al tempo stesso attento a compiacere il consumatore. L'attenzione alle esigenze del pubblico, che in questo caso era formato da giornalisti e da addetti ai lavori, è stata confermata dalla presenza di un eccellente video in italiano che illustrava finalità e tecniche della U.S. Gold, trasmesso subito dopo la sintetica ma esauriente prolusione di Geoff Brown. Facciamo dunque conoscenza con una delle realtà più brillanti del software inglese.

La U.S. Gold si presenta come un'azienda a tutto tondo, che copre ogni esigenza del mercato, dai coin op alla produzione e distribuzione di software per home computer. E' in crescita da cinque anni e presenta come fiori all'occhiello la linea Epyx (creata nel 1985), la realizzazione di giochi strategici tra cui primeggia Advanced Dungeons & Dragons, il successo di vendite di Outrun (750.000 copie: un vero record), il Personal Computer Show del 1988 e i campionati di videogiochi organizzati in collaborazione con la National Association of the Boys Clubs. Con orgoglio, una voce fuori campo cita ancora il gioco Thunder Blade, vincitore dell'ambito titolo di "gioco dell'anno". Per questo prodotto è stata attuata una strategia promozionale particolarmente aggressiva, finalizzata a pubblicizzare il singolo gioco piuttosto che l'immagine complessiva della software house come accade di consueto: copertine di riviste, pubblicità radiotelevisiva, cassette contenenti "art of noise" del programma... I risultati, a quanto pare, sono stati molto soddisfacenti.

Dopo aver dichiarato un incremento delle vendite in Europa del 17 per cento lo scorso anno, Geoff Brown è passato ai programmi per il futuro. L'esempio di Kick-off, un programma per Atari ST e Amiga che viene venduto al prezzo di 2 sterline e 99, è la dimostrazione più evidente della politica di prezzi accessibili attuata dall'azienda... Naturalmente prezzi tanto contenuti sono possibili soltanto per le alte tirature, e per Kick-off è prevista addirittura la distribuzione di un milione di pezzi.

Sullo stesso fronte intende muoversi la Leader, che ha recentemente commissionato un'inchiesta di mercato per scoprire quali sono le possibilità di acquisto dell'utente italiano. Il giocatore medio, stando ai risultati dell'inchiesta, dedica circa un'ora al giorno al suo passatempo preferito, e non può permettersi una spesa superiore alle 60 mila lire al mese. La conclusione più ovvia, considerando anche la natura sempre più impegnativa di molti giochi, è che ogni giocatore può acquistare due-tre giochi al mese, e per un distributore questo è probabilmente il miglior risultato che è possibile ottenere. D'altra parte per raggiungerlo si devono abbassare i prezzi attuali, e Holder spera di arrivare ad avere in catalogo giochi per l'Amiga a prezzi oscillanti tra le 15 e le 18 mila lire.

Ma torniamo alla U.S. Gold e ai suoi progetti. Tra le altre iniziative in cantiere c'è una collana di classici che riproporrà vecchi successi del passato, la realizzazione di giochi con allegata cassetta musicale da vendersi anche nei negozi di dischi e la promozione di etichette come la Capcom (per la quale sono state annunciate le prossime uscite di Strider e di Turbo Outrun) e la Pizza Hut. Un'altra grossa novità è l'accordo con la LucasFilm, che permetterà di proporre titoli come il già citato Indiana Jones and the Last Crusade a brevissima distanza di tempo dall'uscita dei film. Un altro recentissimo contratto è quello che consentirà alla software house inglese di sfruttare il nome di una stella del mondo musicale come Michael Jackson, e in particolare di realizzare un gioco basato sul film Moonwalker, che lo ha visto nelle vesti di protagonista.
Per ripetere le parole di John Holder: "il software, ormai, non è più una cottage industry". In altre parole, sono finiti i tempi di una gestione "familiare" delle software house.

Indiana Jones

Una piacevolissima sorpresa dell'ultimo minuto, che ha costituito uno dei momenti più divertenti e simpatici della conferenza stampa, è stata la proiezione di un video dell'ultimo film della serie di Indiana Jones. Abbiamo potuto vedere in anteprima Harrison Ford incalzato da una torma di studentesse urlanti, che scappa per l'ennesima volta dal college dove si svolge la sua vita d'insegnante e s'imbatte subito in due sinistri personaggi. Viene sequestrato e si ritrova in un castello dove...

Le scene del film erano intervallate da alcune animazioni dell'omonimo gioco che permetteva un confronto immediato, anche se la qualità della riproduzione e la brevità degli inserti non erano tali da consentire una valutazione attendibile. Per il momento possiamo dire che il gioco sembra superiore a Zak McKracken e segue le sue orme per quanto riguarda l'interfaccia utente; sarà disponibile in due versioni: arcade e adventure (ottobre/novembre). Quest'ultima, com'è stato fatto per Zak McKracken, sarà realizzata anche in versione italiana nei formati Amiga e PC.

Dopo aver ascoltato altre dichiarazioni sulle straordinarie qualità del gioco (soprattutto nella versione adventure), che ci sono sembrate un po' eccessive in rapporto alla qualità delle immagini viste sullo schermo, è stata dichiarata chiusa la presentazione della U.S. Gold: "Mister Geoff Brown è ora disponibile per rispondere alle vostre domande."

"Sono pronto a tutto" ha dichiarato Brown, con il faccione sorridente arrossato da un'imprudente abbronzatura precoce.

Gli 8 bit sono morti?

Per quanto il presidente della U.S. Gold fosse pronto a tutto, i presenti si sono tenuti su terreni piuttosto battuti e l'unica volta che una domanda un po' velenosa è stata fatta davvero, abbiamo assistito a una risposta infarcita di frasi di circostanza degne dei più accorti uomini politici. Ma procediamo con ordine perché, nonostante tutto, qualcosa d'interessante è stato detto, e anche qualcosa di sorprendente.

L'eterno problema della pirateria ha aperto il dibattito, e la risposta (come c'era da aspettarsi) è stata che la pirateria, salvo casi clamorosi, non si sconfigge in tribunale. Le linee da seguire sono fondamentalmente tre: una politica di prezzi contenuti che renda la pirateria sempre meno conveniente, una crescente attenzione al messaggio pubblicitario e infine, soprattutto nel caso dei giochi di simulazione, lo sforzo di produrre una documentazione nella lingua dell'utente. Il problema non è certo quello del ragazzo che copia tutti i giochi su cui mette le mani e si procura in un modo o nell'altro un centinaio di giochi al mese: chi potrebbe mai avere il tempo di guardarli tutti, in ogni caso? Chi si comporta così è un collezionista, non un giocatore.

Si è parlato anche dei giochi tradotti in italiano, e Brown si è dichiarato convinto che la strada intrapresa con la versione in italiano di Zak McKracken and the Alien Mindbenders sia da seguire fino in fondo. Peccato che la qualità dell'italiano, almeno fino a questo momento, sia al di sotto del livello minimo di dignità; c'è da sperare che il pubblico risponda positivamente e che le traduzioni in futuro vengano affidate a traduttori professionisti, anche se questo dovesse costare qualche sterlina in più[1]. Sia chiaro comunque che l'impegno di esportare in Italia versioni tradotte nella nostra lingua è lodevolissimo. Rappresenta una reale dichiarazione di rispetto verso il cliente, nei fatti e non solo a parole, e ci auguriamo che siano in molti a seguire l'esempio della U.S. Gold.
D'altra parte, come emerge dalle successive risposte di Brown, l'Italia forse non è il mercato europeo più importante ma è certamente ai primissimi posti. Qualche cifra? Le vendite U.S. Gold all'estero nel settore Commodore sono coperte dagli acquirenti italiani per il 20 per cento, e il mercato italiano appare in crescita almeno quanto quello inglese è in declino.

Sempre a proposito del mercato, scopriamo con stupore che per quanto riguarda gli 8 bit la Francia è il regno dell'Amstrad, la Spagna è terra di conquista per lo Spectrum e il C-64 è il computer di gran lunga dominante in Italia (ma questo lo sapevamo già). L'Europa, in questa ottica, assume un importanza ancora maggiore per le software house, perché il mercato degli 8 bit d'oltreoceano appare decisamente asfittico. Secondo Geoff Brown, anzi, "gli 8 bit in America sono morti". Un'affermazione forse troppo drastica ma senz'altro rivelatrice delle tendenze attuali. Sapendo che l'Europa segue spesso l'esempio dell'America, magari con qualche anno di ritardo, qualcuno si è preoccupato della possibilità di un improvviso trasferimetno delle risorse e degli investimenti dagli 8 ai 16 bit. Ma gli utenti di C-64/128 possono stare tranquilli: almeno per il momento, e finché la situazione non cambierà drasticamente anche in Europa, la produzione U.S. Gold sarà sempre divisa fraternamente (fifty-fifty) tra 8 e 16 bit.

Quando qualcuno ha chiesto qual è il veicolo pubblicitario che influenza maggiormente la vendita dei videogiochi, la risposta è stata immediata: le recensioni sulle riviste specializzate. Secondo l'inchiesta della Leader, il 70 per cento dei consumatori quando entra nel negozio ha già le idee ben chiare su quello che vuole. Sono utili anche le preview, ovvero le "recensioni" realizzate prima che il prodotto finito sia disponibile, ma a parere dei dettaglianti sono troppo soggette ad approssimazioni e affermazioni inesatte.

Altre domande incalzano, ma non si esce più dagli argomenti già citati se non con la provocatoria domanda di un rivenditore: perché così tanti giochi hanno problemi addirittura a essere caricati? La risposta è stata evasiva e ben poco soddisfacente: "E' un problema che non riguarda solo noi... In molti casi è probabile che l'inconveniente nasca per colpa di un uso sbagliato... Il pacchetto può essere stato danneggiato doo la vendita...". Stendiamo un velo pietoso su un problema che certamente non riguarda solo la U.S. Gold, ma che è molto grave e denuncia pressapochismo e scarsa professionalità da parte del mondo del software. Potremmo anhe aggiungere che a volte capita di non trovare il disco o la cassetta nella confezione sigillata, oppure che capita di trovare software originale affetto da virus: forse la fase di cottage industry non è ancora stata del tutto superata. Ma almeno la U.S. Gold sembra che ci stia provando.

Software italiano

E la provocatoria domanda di Geoff Brown a cui abbiamo fatto cenno all'inizio dell'articolo? Be', conosciamo tutti alcune realtà indigene che stanno muovendo i primi passi, tra le quali spiccano (nel settore dei giochi) Simulmondo ed E-motion, ma vorremmo segnalare un'altra recentissima iniziativa che potrebbe essere una risposta a chi dice di avere fantasia e tecnica, ma si lamenta perché gli mancano i mezzi.

Stiamo parlando di "Software Copyright", un gruppo di persone che si propone d'individuare programmatori italiani in grado di creare prodotti competitivi sul piano internazionale, prodotti che siano al passo con i tempi e che possano essere esportati con speranze di successo. Se qualcuno si sente all'altezza, il recapito a cui rivolgersi è: Software Copyright srl, Via Mazzini 12, 21020 Casciago (VA); tel. 0332/212255.


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[1] La questione relativa alla mediocre traduzione di Zak McKracken viene dibattuta nelle pagine della posta, sul numero successivo di Commodore Gazette.

«Con riferimento all'articolo pubblicato nel numero di luglio/agosto di Commodore Gazette dal titolo: U.S. Gold: riflettori puntati verso l'Italia a firma Mauro Gaffo, riteniamo formulare e sottoporre alla Vostra attenzione le seguenti precisazioni:

A) Viene citato l'esempio di Kick Off quale dimostrazione più evidente della politica di prezzi accessibili attuata dall'azienda di Birmingham. Dobbiamo constatare che si tratta di una inequivocabile inesattezza di fondo poiché il programma in oggetto è in distribuzione ANCO e non US GOLD.
Circa il riferimento al prezzo di 2 sterline e 99, crediamo invece che il dato sia il risultato di un'errata interpretazione. La linea KIXX della US GOLD propone sì una politica di prezzi contenuta ma nei seguenti termini: un prezzo di 2 sterline e 99 per il CBM 64 e di 9 sterline e 99 per l'Amiga.
Vi chiediamo quindi di rettificare sul prossimo numero quanto erroneamente riportato con i dati messi a Vostra disposizione.

B) La seconda osservazione riguarda invece la posizione espressa nei confronti dei giochi tradotti in italiano, con particolare riferimento a Zak McKracken and The Alien Mindbenders. Non riteniamo che la qualità dell'italiano sia al di sotto del livello minimo di dignità né, tantomeno, di doverci affidare a traduttori diversi da quelli che finora hanno collaborato con noi.

Leader Distribuzione srl
Casciago, Varese

Evidentemente, c'è stata una confusione tra il prodotto Kick Off e la linea KIXX e prendiamo atto della correzione. Quanto al prezzo sbagliato, è evidente che parlare della propria politica di bassi prezzi sbandierando soltanto quelli dei programmi dedicati alla macchina inferiore può dare adito a fraintendimenti. Per quanto riguarda l'ultimo punto, prendiamo atto del vostro parere e lo pubblichiamo. Precisiamo soltanto che non volevamo denunciare Zak in particolare, ma volevamo riferirci in generale al modo in cui manuali e programmi vengono tradotti in italiano.»

7 commenti:

  1. Ciao Andrea, ho linkato questo articolo sul mio sito a proposito della distribuzione di Zak McKracken, posso quotarne un pezzetto da inserire nella scheda del gioco?

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  2. Assolutamente sì, lo stesso vale per tutti gli altri articoli d'epoca che sono stati segnalati e trascritti su questo blog.

    Il fine è quello di incentivare la ricerca e lo studio sui vecchi videogiochi, sempre sperando che agli autori originali la cosa faccia piacere.

    Anzi, segnalami anche l'url del tuo sito, Gharlic.

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  3. Grazie mille! Il sito è www.insensocinico.com/minah al suo interno tra l'altro c'è una sezione dedicata alla LucasArts.

    Ciao!!

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  4. Ecco, ora ricordo, avevo visto segnalato il sito su OldGamesItalia.

    E' molto ben fatto anche se un po' mi infastidisce: mi ricorda che avrei dovuto comprare all'epoca Maniac Mansion e Zak McKracken, giochi che non potrò mai più avere originali, visti i prezzi :)

    Aggiungo il link cliccabile al museo:

    Italian LucasArts Museum

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  5. Sì, infatti, ne avevamo parlato su OGI qualche anno fa.
    Riguardo ai prezzi, posso dirti onestamente che anche io ho dovuto tirare i remi in barca, visto che nel giro di due anni i prezzi sono aumentati del 300% in generale. Ma sono comunque contento così, il collezionismo logora...

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  6. la U.S. Gold doveva morire prima di nascere

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  7. Una considerazione del genere vuol dire poco o niente, se non è supportata da un commento a riguardo. Suppongo ci si riferisca alla scarsa qualità delle conversioni arcade sviluppate da Tiertex e prodotte da U.S. Gold e su questo sono d'accordo, ma è troppo poco per considerare una software house nella sua globalità. U.S. Gold ebbe un ruolo fondamentale nella diffusione del software per C=64 in Europa, dato che fu la prima che importò su larga scala una gran quantità di ottimi prodotti americani, fino ad allora praticamente sconosciuti. Tra gli altri si parla di Epyx e Access (e più tardi SSI e Lucasarts), giochi che sarebbe stato un peccato non vedere.

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