K Flashback! /1 (1980-1983)

L'articolo è tratto dalla rivista K n. 13 (gennaio 1990) pp. 12-16, fonte: OldMags

[Inizia la pubblicazione di questo speciale in tre parti proveniente da K, che ritengo molto importante per una serie di motivi: venne originariamente presentato sulla rivista a partire dal gennaio 1990 ed è una cavalcata veloce ma puntuale che ripercorre tutto il decennio precedente, fondamentale per l'evoluzione delle console e l'home computing. Non descrive solamente le novità hardware come molti documenti analoghi, ma propone una storia delle principali software house e programmatori. In questo senso, ritengo questo speciale un precursore della moderna analisi critica sui videogiochi, da qui la necessità di trascriverlo e preservarlo. Al solito, eventuali integrazioni al testo sono contenute tra parentesi quadre. Augurando una buona (lunga) lettura, segnalo che le parti 2 e 3 (che coprono rispettivamente il periodo 1984-1985 e 1986-1989) verranno aggiunte nelle prossime settimane.]

K FLASHBACK!


Un tumultuoso futuro alle spalle! K viaggia a ritroso nel tempo... All'epoca in cui gli sprite avevano due soli colori (bianco e nero), si muovevano a scatti per lo schermo e facevano soltanto un debole "bip bip".

Prima del 1980, per avere un computer in casa dovevate costruirvelo da soli, e vi sareste considerati dei maghetti dell'elettronica più che degli amanti dell'informatica. Per sapere far funzionare un microcomputer, avreste dovuto essere degli specialisti in qualche campo scientifico/elettronico, e il micro sarebbe stato quasi sicuramente un PET della Commodore. Per costruire il vostro computer avreste passato decine e decine di ore con il saldatore in mano, e certamente non avreste mai e poi mai pensato di utilizzarlo per giocare. Per quello, c'erano le console dedicate provenienti dagli States.

Ed era negli Stati Uniti che la gente comprava centinaia di migliaia di Apple II e le nuove macchine della Atari, le 400/800. Mentre gli Atari, come i loro predecessori della serie VCS, erano soprattutto computer per giocare, gli Apple II venivano utilizzati anche per applicazioni serie. Gli utenti di computer statunitensi tendevano a essere persone di una certa età, con più soldi da spendere per software "serio".
"Abbiamo progettato l'Apple II in sei e sta diventando il computer più venduto al mondo. Abbiamo progettato l'Apple III con una società di 1600 persone eppure non funziona ancora."
--- Steve Jobs
È probabile che l'Europa sarebbe diventata un'estensione del mercato americano, completamente dipendente dalle importazioni, se non fosse stato per una industria - l'inglese Sinclair Research. I suoi ZX80, che vennero venduti ai fanatici dell'elettronica, e ZX81, che aprirono le porte dell'home computing ai non specialisti, diedero all'Inghilterra un aspetto "tecnologico" tutto suo (l'Italia divenne così una colonia degli USA e della Gran Bretagna).

Entro il 1980, divenne chiaro che i computer "economici" avrebbero avuto un mercato domestico molto prima del previsto. Già allora era possibile trovare sulla stampa articoli che presentavano notevoli somiglianze con certi argomenti tutt'oggi attuali e che continueranno a tener banco anche negli anni '90, come la legislazione dei media elettronici o che tipo di proprietà intellettuale bisogna attribuire al software per proteggerlo dai copiatori e dai pirati.

Alice in Videoland
Audiogenic
Nel 1981, la Motorola metteva in commercio il suo nuovo 68000, definendolo il "chip degli anni '80"; lo Z80 e il 6502 erano ormai diffusissimi e la IBM lanciava il suo PC basato su un 8088. È probabile che il vostro computer usi uno di questi processori, che tuttavia sono vecchi di nove anni. Quel che ha brutalmente cambiato i computer nelle macchine veloci e sofisticate che usiamo oggi sono i progressi fatti in termini di elaborazione grafica e di chip dedicati alla grafica e al sonoro, andando dai primi esperimenti su C64 alla realtà odierna di computer come l'Amiga. Sistemi di immagazzinamento dati più veloci e maggiore memoria hanno portato a programmi multi-livello decisamente enormi. Ora le periferiche possono avere dimensioni minori, con i disk drive inseriti nella tastiera - macchine che potete comodamente infilare in un angolino della vostra stanza. Infine, i prezzi delle memorie sono precipitati, tanto che la tecnologia che otto o nove anni fa era possibile solo a livello teorico attualmente è adatta a una produzione di massa.

Più un'evoluzione che una rivoluzione, in effetti.

1980


ARRIVI E PARTENZE


L'anno si apre con il lancio della console Intellivision (contrazione di Intelligent Television) al Consumer Electronics Show di Las Vegas in gennaio. Inizialmente, la console doveva essere il fulcro centrale di un complesso sistema di home computing, ma gli altri elementi del sistema non si materializzarono mai. L'Intellivision riscosse un enorme successo in tutto il mondo grazie alle avanzatissime doti (per quell'epoca) di grafica, che gli consentirono - almeno in Italia - di contrastare il dominio dell'Atari VCS. Insieme crearono il mercato dei videogiochi.


Il Sinclair ZX80 - presentato al pubblico per la prima volta in febbraio - fu il primo "computer" destinato a un pubblico di massa. Disponibile a 79,95 sterline in kit e a 99,95 assemblato, lo ZX80 era una lastra piatta di plastica bianca. Quelle griglie di ventilazione nella parte superiore sono in realtà delle linee nere disegnate - un'illusione ottica che si attirò commenti negativi in più di una recensione. C'erano una tastiera a membrana, 1K di RAM, un processore NEC 780-1 [NEC µPD780C] che era "copiato" dallo Z80 e il Sinclair BASIC incorporato. Grafica? Non se ne parla prima del 1981. Sonoro? Scordatevelo. Software? Dovevate scrivervelo da soli - il che in effetti era la filosofia alla base dello ZX80.
"Lo ZX80 è un computer veramente completo, potente e dotato di tutto ciò che è necessario. Eguaglia e sorpassa gli altri personal computer sul mercato a una frazione del prezzo. Lo ZX80 viene programmato in BASIC e potete usarlo letteralmente per tutto, dal gioco degli scacchi al conrtrollo di una centrale energetica..."
--- Pubblicità su Science of Cambridge, marzo 1980
Un altro computer che venne lanciato come kit nello stesso anno fu l'Acorn Atom. Era da 3 a 5 volte più veloce dell'Apple Integer BASIC e aveva "la caratteristica unica di possedere un assembler nell'interprete". Ma l'Atom aveva anche la grafica: uno schermo con un'alta risoluzione di 256x192, cinque modi grafici e 192 caratteri grafici.

La Atari all'epoca non aveva una sezione europea a quei tempi; le macchine della serie 400 venivano importate dalla IRET Informatica, al prezzo di 991.000 lire per il modello da 16K.

AVVENIMENTI


Negli Stati Uniti, Jim Levy, un ex-dirigente discografico e quattro ex-game designer dell'Atari - David Crane, Larry Kaplan, Alan Miller e Bob Whitehead - fondarono una società specializzata nella produzione di cartucce per VCS: il nome della ditta era... Activision. La società rende merito pubblicamente agli autori dei giochi, mettendo in copertina il loro nome accanto al titolo e facendoli diventare delle star. La nascita dell'Activision fu un evento "epocale" per il mondo del divertimento elettronico, poiché lanciò il concetto di produzione indipendente di software.

John Rowland, manager della catena di negozi inglesi WH Smith chiede a Clive Sinclair nel mese di settembre di vendere i suoi ZX80 (che al tempo potevano essere ordinati solo per posta) nella catena di grandi magazzini. "Clive suggerì che invece di prendere lo ZX80 avremmo dovuto aspettare il suo prossimo prodotto, ancora senza nome", ricorda Rowland. "Nel Natale 1980 divenne ufficialmente lo ZX81. Ci lambiccavamo il cervello per cercare di prevedere quante unità ne avremmo potuto vendere. Pensavamo che 15-30.000 fosse una stima più o meno corretta e mandammo a Sinclair un ordine di 18.000 macchine per 15 negozi. Finimmo col venderne 450.000 nei due anni di vita dello ZX81."
"Inevitabilmente alla fine muori. Ma il punto è, come ti sei comportato? Hai fatto meglio di altri? Se sì, hai vinto. È come nella vita, tutti muoiono prima o poi, ma è quello che fai nella vita che conta."
--- Lyle Rains, programmatore di Asteroids, parlando del gioco da lui creato
Frogger
Interceptor Micros
La "terza ondata" di giochi arcade - Galaxians, Scramble, Defender e Asteroids - apparve dopo l'esaurimento del fenomeno Space Invaders, che risale al 1978 (la "prima ondata" fu nella prima metà degli anni '70, con Pong e Break Out). Circa un anno dopo, delle varianti elementari di questi titoli formarono le basi per i giochi che conosciamo oggi. Defender va ricordato per essere il primo videogioco ad adottare la "smart bomb"; Asteroids, invece, fu il primo a utilizzare la grafica vettoriale.

Hewson Consultants: fondata nel 1980


Dopo aver lavorato con mainframe e minicomputer negli anni '70, Andrew Hewson fu uno dei primi acquirenti dello ZX80. Cominciò a scrivere programmi e libri per la macchina, pubblicizzandoli nelle poche riviste che esistevano all'epoca. Andrew si fece un nome con i libri sulla programmazione dello ZX80, ZX81 e in seguito dello Spectrum. Il pilota Mike Male scrisse tre simulatori di volo per lo ZX81 prima del suo programma del 1983, Heathrow Air Traffic Control. I giochi arcade scritti con Steve Turner nell'83-84 - Space Wars, Seiddab Attack ("baddies" cioè cattivi, scritto al contrario) e Lunattack - fecero la fortuna della Hewson. Hewson oggi si autodefinisce il più vecchio sviluppatore indipendente di giochi ancora in attività.

Primo titolo: Hints and Tips for the ZX80 (libro), 1980; Pilot e Nightflite (per ZX81), 1983, scritti da Mike Male.

Titolo più venduto: Paradroid (in tutte le versioni).

Activision: fondata nel 1980


Nei giorni in cui il VCS era considerata la migliore macchina da gioco in circolazione, i game designer non erano certo tenuti nella stessa considerazione di oggi. Il nome dell'autore non veniva riconosciuto su nessun programma: si dice che il programmatore [Rick Maurer] del vendutissimo Space Invaders per VCS non abbia mai visto una lira in più di quelle provenienti dal suo stipendio mensile all'Atari. L'Activision, fondata da Jim Levy e da quattro programmatori fuoriusciti dall'Atari, Alan Miller, Larry Kaplan, Bob Whitehead e David Crane, fu la prima società a produrre soltanto software e a dare "fama e riconoscimenti" agli autori/programmatori di giochi. È la casa di software più vecchia della storia del divertimento elettronico e una delle poche che si è riconvertita dal software per console a quello per computer.

Primi titoli: Laser Blast, Boxing e Kaboom! (Pubblicati contemporaneamente per Atari VCS).

Maggior successo: Ghostbusters (Tutti i formati).

Psion: fondata nell'Ottobre 1980


La Psion fu fondata da David Potter, quando questi lasciò il corpo insegnante dell'Imperial College di Londra. Nel 1981 la società stava avendo un considerevole successo riconfezionando e distribuendo alcuni programmi per ZX81: Flight Simulation fu uno dei primi software best seller, seguito da Horace Goes Skiing. Comunque, le idee di Potter andavano ben oltre i giochi, così dopo aver pubblicato alcuni titoli per Spectrum - Chequered Flag e Scrabble - la Psion entrò nel campo del software integrato scrivendo programmi per il QL di Clive Sinclair. Un'altra parentesi fu quella del 1984, quando la ditta produsse l'acclamatissimo progrmma di scacchi Psion Chess.
Nel frattempo alla Psion si lavorava anche per sviluppare nuovo hardware, che andò poi utilizzato nel primo computer da tasca della serie Organizer, presentato nel 1985. Da allora, la Psion si è dedicata quasi interamente allo sviluppo di hardware. All'Organizer e al suo successore Organizer II, fece seguito nel settembre del 1989 la gamma MC - Mobile Computer. La Psion rimane comunque unica per essere cresciuta da software house specializzata in giochi a industria quotata in borsa.

Primo titolo: Flight Simulation, ZX81.

Maggior successo: Psion Chess (su tutti i formati).

1981


ARRIVI E PARTENZE


Il Commodore Vic 20 venne presentato al pubblico per la primissima vola durante il Consumer Electronics Show di Las Vegas in gennaio. Non era il primo computer a colori, ma era il primo ad avere un prezzo "di massa", 299 dollari. Il Vic 20 aveva 5K di RAM, una tastiera completa che venne poi utilizzata anche nel Commodore 64 e un suo custom chip, detto VIC (Video Interface Chip). Nei tre anni successivi, in tutto il mondo ne vennero venduti due milioni di unità.

Uscirono i primi giochi per lo ZX80 e si disse che Clive Sinclair era felicissimo del fatto che i programmatori erano riusciti a produrre della grafica sul suo computer. Il programma che per primo riuscì in questa impresa era Space Intruders e apparve su un libro del tipo "Tirar Fuori il Meglio dal Vostro ZX80" ["Making the Most of Your Sinclair ZX80"], scritto da Tim Hartnell. I lettori potevano batterselo personalmente, oppure ordinarne una copia su nastro.


In Marzo, la ribattezzata Sinclair Research annunciò il nuovo ZX81, che ricevette un estatico benvenuto dagli amanti dei computer. Ancora con 1K RAM, e ancora con quella tastiera a membrana piatta, era comunque un grande passo avanti rispetto allo ZX80 e oltretutto era meno costoso. In Italia venne importato dalla GBC, che lo vendeva a 199.000 + IVA. La macchina conteneva molti meno chip, grazie a un circuito appositamente progettato dalla Sinclair e realizzato dalla Ferranti, aveva un display grafico migliore, poteva produrre grafica e persino fare calcoli in virgola mobile - in pratica era realmente utile come computer oltre che come puro esercizio di elettronica, quale era stato lo ZX80.

Più cresceva il mercato, più diventava semplice questione di tempo il lancio del microcomputer della potente IBM: il PC poteva essere considerato antiquato rispetto ai prodotti di ditte come Commodore e Apple, che stavano letteralmente forgiando il futuro, ma le sue solide, poco esaltanti specifiche - un Intel 8088 che girava a 4,77 Mhz, un disk drive, 16K RAM completamente espandibile - unite al grande nome della IBM assicurarono, al prezzo peraltro non indifferente di 3000 dollari, un grande volume di vendite.

Nel 1981 ci fu la nascita delle prime vere software house, quelle per intenderci dove il personale lavorava con dei contratti a tempo pieno, in veri uffici e con un budget riservato alla pubblicità. Società come Synapse e Brøderbund in USA e Psion, Bug Byte e Quicksilva in Gran Bretagna.
"Contiamo di produrre almeno due nuovi giochi ogni mese - e tutti i notri titoli saranno originali invece che conversioni di giochi da bar."
--- David Lawson, della Imagine Software, gennaio 1983
Dalla costola della Bug Byte nacquero per germinazione spontanea società indipendenti, come la Software Projects e la Imagine, che riscossero notevole successo e crearono il mito del programmatore giovane e ricco (vedi 1983). Alla fine sia la Bug Byte che la Quicksilva divennero etichette della Grandslam Entertainments, mentre la Psion prese tutta un'altra strada. La Synapse invece svanì nel nulla, mentre la Brøderbund è ancora attiva.

AVVENIMENTI


Il 1981 è l'anno del boom dei videogiochi e, in particolare, di Pac Man, il protagonista elettronico forse più conosciuto del mondo: il labirinto blu che costituiva il campo di gioco originale subirà parecchie evoluzioni, trasformandosi negli anni sino a diventare il mondo colorato dell'attuale Pac Land.

Nel frattempo, Pac Man e soci appariranno nei posti più impensabili con grande gioia degli addetti al merchandising della Bally/Midway.

In America, la Infocom pubblicava la prima avventura testuale della serie Zork per Apple II, stabilendo così uno standard che rimarrà imbattuto per molti anni a venire.

STORIE


In Inghilterra infuria la guerra fra produttori per vendere alla BBC un computer che venga adottato da tutte le scuole. La televisione di stato inglese rifiuta lo ZX81 e alla fine sceglie l'Acorn Proton, oggi conosciuto come BBC Model A.

Nel novembre dell'81 apre la catena Bitshop Primavera della GBC, la prima nel suo genere: nasce anche in Italia l'era dell'home computer.

Dove sono adesso? Nolan Bushnell


Nolan Bushnell fu il fondatore della Atari, che nacque come una società di ricerca e sviluppo. Comunque, la sua avventura nel campo dei videogiochi cominciò nel 1972, quando Bushnell scrisse il primo Pong (il suo primo videogioco, comunque, fu il poco conosciuto Computer Space). Nel 1976, nel momento del suo massimo splendore, vendette la ditta alla Warner Communications. Con il denaro incassato, Nolan fondò una ditta di sviluppo e produzione di "personal robot", chiamata Androbot e poi una catena di fast food con videogiochi, Pizza Time Theatre. Entrambe le società finirono nel dimenticatoio. Oggi Nolan controlla una ditta produttrice di coin-op, la Axlon, e la AAPES, che ha prodotto una scheda televisiva per il Macintosh della Apple. Tutte le sue ditte si trovano in California.

1982


ARRIVI E PARTENZE



Per quanto riguarda le console, l'82 è l'anno del Colecovision, presentato per la prima volta al CES di Las Vegas. Viene messo in commercio in USA in primavera e diventa un successo senza precedenti, registrando vendite per oltre mezzo milione di unità. Intanto, da questo lato dell'oceano, arrivò il Sinclair ZX Spectrum, lanciato in Aprile. In Italia fu distribuito l'anno dopo dalla GBC. Le case di computer che seguirono nella sua scia non poterono contare sullo stuolo di federe che la Sinclair aveva dai tempi dello ZX80: la maggior parte di esse, oltretutto, non si comportò diversamente dalla Sinclair, che continuava a mostrare completa indifferenza per le date previste per le uscite.
"Il nostro Microdrive, quando uscirà, rivoluzionerà il concetto di memoria di massa."
--- Martin Brennan, della Sinclair Research, novembre 1982
Se confrontato con lo Spectrum, il Commodore 64 avrebbe potuto essere considerato di un altro pianeta. Le sue specifiche erano di gran lunga in anticipo sui tempi. La memoria di 64K era veramente enorme per quei giorni, la sua tastiera vinceva a mani basse il confronto con quella a tasti di gomma dello Spectrum, aveva di serie 16 colori senza alcun problema di scontri di attributi (tipici dello Spectrum), sprite grafici, uno schermo a 40 colonne e il SID - Sound Interface Chip. Ma, tanto per cominciare, tutta quella tecnologia aveva il suo prezzo: alla fine del 1982 il C64 venne lanciato a 350 sterline. Non erano inclusi né il joystick né il registratore C2N, tantomeno del software.

In Italia e nel resto del mondo, il Commodore 64 conquistò rapidamente le preferenze degli acquirenti e divenne l'home computer più venduto del pianeta. Solo in Gran Bretagna non riuscì mai a sopravanzare lo Spectrum. Una politica aggressiva di riduzione dei prezzi, favorita dall'allora presidente della Commodore, Jack Tramiel, condusse a una guerra di abbattimento dei prezzi che portò quasi alla rovina la rivale Atari.

Il Dragon 32 venne presentato in luglio. La memoria di 32K RAM, la grafica e il BASIC battevano ampiamente quelli della creatura di Sinclair.

E veniamo al "mitico" Oric 1, uno dei più grandi bidoni della storia di questo settore. Era dotato di tastiera in gomma, RAM da 16K e un mucchio di bug. Infine, c'era il curioso Jupiter Ace, sviluppato da due progettisti che avevano lavorato nel progetto di sviluppo dello Spectrum, Steven Vickers e Richard Altwasser. Si trattava di un'ennesima macchina basata sullo Z80, che oggi viene ricordata principalmente per essere l'unico home computer ad aver posseduto il Forth come linguaggio residente. Questa fu la causa del suo fallimento.

AVVENIMENTI


La Sony lanciò il suo disco da tre pollici e mezzo. Quelli di voi che oggi possiedono la versione da 1.44 Mb sono pregati di notare che originariamente il progetto della Sony parlava di 218K per la versione a singola faccia e di una "incredibile" memoria di 437K per quelli a doppia faccia.
"La macchina dell'anno".
--- Così il settimanale Time definisce il computer, scegliendolo - per la prima volta dal 1927 - come "personaggio dell'82" per la sua copertina di fine anno al posto di una persona in carne e ossa.
Questo fu l'anno dell'ingresso dei computer nei negozi non specializzati, come La Rinascente o i negozi Expert. Ciò diede ai computer la necessaria credibilità commerciale.

Una noticina va sprecata per ricordare che il 15 dicembre 1982 usciva nelle edicole italiane "Videogiochi", la prima rivista a occuparsi unicamente di giochi elettronici, realizzata dallo Studio VIT per il Gruppo Editoriale Jackson.

STORIE


Sull'onda del successo dei videogiochi, in tutto il mondo nacque un movimento contrario a questa nuova "mania". Il sindaco di Bari, per non essere da meno, promulgò un'ordinanza che vietava agli studenti di frequentare, nelle ore di scuola, bar e sale giochi dotati di apparecchi per videogiochi.

CDS: fondata nel 1982


Ian Williams cominciò a programmare su di uno ZX81 nella sua cameretta, secondo la migliore tradizione inglese, scrivendo il gioco Castle Adventure. Per affidare il suo prodotto a una organizzazione commerciale affidabile, presentò il suo programma al negozio WH Smith della sua città, dove il direttore Giles Hunter si interessò tanto alla sua CDS Micro Systems da diventarne il direttore delle vendite nel Luglio 1983. Nel Dicembre 1983 la CDS aprì il suo primo negozio a Doncaster - oggi ce ne sono 12 - e qualche mese dopo Giles comprò la società da Williams. La CDS attualmente dà lavoro a oltre 100 persone, occupandosi di software economico e a prezzo pieno, della vendita al dettaglio, della distribuzione, della duplicazione di nastri e dischi, del confezionamento e della stampa.

Primo titolo: Castle Adventure, ZX81.

Maggior successo: Colossus Chess, seguito a ruota da Steve Davis Snooker (tutti i formati).

Digital Integration: fondata nel Febbraio 1982


Dave Marshall e Rod Swift, come molti altri in quel periodo, svilupparono il loro primo programma, Fighter Pilot, durante il tempo libero, utilizzando le nozioni imparate alla Royal Aircraft Estabilishment sullo ZX81. Dave oggi descrive Fighter Pilot come "rudimentale": fu Night Gunner su ZX81 che, con oltre 10.000 copie vendute, permise alla società di cominciare a lavorare seriamente. Sia Fighter Pilot che Night Gunner vennero convertiti per Spectrum nel 1983 e Dave e Rod lasciarono i loro lavori per occuparsi a tempo pieno della D.I.

Primo titolo: Fighter Pilot, ZX81.

Maggior successo: Fighter Pilot, (tutte le versioni).

1983


ARRIVI E PARTENZE


Ai blocchi di partenza all'inizio del 1983 troviamo un sacco di nuovi computer. L'Acorn Electron fu annunciato in gennaio per essere poi lanciato in marzo. Alla fine, uscì con un anno di ritardo. In maggio la Memotech, che fino ad allora aveva venduto tastiere alternative per lo Spectrum, presentò il suo micro basato su un processore Z80, il Memotech MTX. La Mattel annunciò che l'era del suo Aquarius sarebbe iniziata in settembre. La IBM fece una piccola e fallimentare puntata nel campo dei prodotti domestici con il suo PC Jr., dotato di 128K RAM e un drive da 5,25 per 1269 dollari. L'Adam della Coleco venne considerato la "star" del Consumer Electronics Show di Chicago, ma entro Natale la Coleco aveva così tanti problemi di rifornimenti e di macchine difettose, che i dirigenti furono felici di potersi dedicare alle più proficue bambole Cabbage Patch Kids.

Un gioco intitolato Valhalla catturò l'immaginazione di tutti. La Legend Software lo presentava come "il primo film per computer": c'era uno scenario nordico popolato da personaggi "indipendenti" in cui lo svolgimento variava da partita a partita.

The Hobbit
Melbourne House
Nel 1983 il software, che era stato dominato da versioni non ufficiali dei coin op, cominciò a diversificarsi. Giochi di avventura come The Hobbit della Melbourne House o Colossal Adventure della Level 9 possedevano dei parser notevoli. Il Quill della Gilsoft venne messo in vendita verso la fine del 1983 e generò centinaia di "software house" casalinghe che producevano avventure scritte in casa.

AVVENIMENTI


Al Salone del Giocattolo di Milano vengono presentati il Colecovision e la console Vectrex, la prima console con grafica vettoriale. Il primo, importato dalla CBS Dischi, riscosse un grande successo anche da noi. Il secondo fu un bagno di proporzioni colossali.

In giugno si svolse uno strano SIM Hi Fi IVES estivo, molto vicino al CES di Chicago, subito criticato dagli operatori dell'elettronica di consumo italiani, tanto che l'anno seguente tornò alla solita collocazione settembrina. Per la prima volta venne dedicato un intero padiglione ai videogiochi, intitolato "1° Salone Internazionale di Videogiochi".
"Guardate un ragazzino di dodici anni giocare e far punti a Space Invaders e vedrete l'abilità dei piloti di domani."
--- Ronald Reagan, presidente degli Stati Uniti, a un gruppo di studenti all'EPCOT Center (Videogiochi, aprile 1983)
Anche in Inghilterra, il PCW Show di quell'anno divenne, per la prima volta, quella festa di luci e suoni che sono stati i PC Show degli anni '80. I giochi per computer dominarono la scena e i grandi nomi dell'epoca erano la Imagine e la Llamasoft.

In gennaio il programmatore di punta della Bug Byte, Eugene Evans, lasciò la ditta insieme a David Lawson e Mark Butler per formare la Imagine Software, che pubblicò quasi immediatamente il suo primo gioco, Arcadia per Spectrum e Vic 20. Subito, sembrò che la Imagine non potesse sbagliare. Arcadia vendette moltissimo e i programmatori condussero uno stile di vita da miliardari. In novembre, la Bug Byte perse il suo secondo gruppo di programmatori: Alan Maton e Matthew Smith, programmatori del vendutissimo Manic Miner, fondarono la Software Projects, che avrebbe presto prodotto il seguito di Manic Miner.

La Atari americana licenziò quasi un quarto del personale - quasi 1700 persone - dopo alcuni "disastrosi" risultati finanziari, nonostante l'annuncio del nuovo computer 1200XL con 64K RAM e della riduzione del prezzo dell'800XL. Entro la fine dell'anno, la Warner Communications stava cercando un acquirente per la sua sezione giochi.

La Sega lancia Astron Belt, un videogioco da bar che adotta per la prima volta la tecnologia del videodisco, una tecnologia che a tutt'oggi non è ancora riuscita a imporsi sul mercato domestico. Qualche mese dopo è la volta di Dragon's Lair, forse il più famoso tra tutti i giochi al laser.

Clive Sinclair, a 42 anni, ricevette la nomina al cavalierato durante la cerimonia del compleanno della Regina.

STORIE


In estate, la Samurai Computers cambiò nome in Elan Computers, dando inizio a una delle più lunghe saghe di pubblicazioni mancate, cambiamenti di nome e confusione con la ridicola storia dell'Enterprise. L'Elan Enterprise venne definito "un computer con l'obsolescenza incorporata": quando finalmente venne lanciato alla fine dell 1984 forse non era obsoleto, ma non era più niente di speciale.

Esce il film Giochi di guerra e il mondo intero scopre l'esistenza e il significato della parola "hacker".

Virgin/Mastertronic e Virgin Games: fondate nel Febbraio 1983


Qua non ci sono storie romantiche di autodidatti nelle loro camerette. La Virgin Games, fondata da Nick Alexander, fu una espansione naturale della società discografica di Richard Branson, all'epoca attiva da 13 anni, e fu accompagnata da un'enorme quantità di comunicati pubblicitari. La qualità dei programmi migliorò notevolmente dopo che la Virgin organizzò un gruppo di lavoro interno, la Gang of Five, nel 1984. Nel 1986, la Virgin Games acquisto la Leisure Genius e la sua gamma di conversioni di giochi da tavolo. Nell'ottobre 1987 acquistò invece una parte della Mastertronic, la software house che inventò i giochi economici. L'operazione venne completata un anno dopo, con la formazione di una nuova società chiamata Virgin/Mastertronic. L'unione con la Mastertronic fu per la Virgin un modo di enrare nel mondo dell'hardware, rendendola distributrice esclusiva per l'Inghilterra della console Sega nel novembre 1987.

Primo titolo: Dopo una serie di otto titoli che non ebbero alcun successo, Falcon Patrol fu il primo programma azzeccato.

Maggior successo: Sorcery (su tutti i formati), della Gang of Five.

Mirrorsoft: fondata nel novembre '83/giugno '85


Nonostante la Mirrorsoft fosse stata fondata da Jim Mackonochie, direttore dello sviluppo della Mirror Newspaper, sotto forma di progetto ipotetico nel novembre 1983, non diventò una società reale sino al giugno 1985. I primi titoli comprendono programmi educativi come Caesar the Cat, First Steps with the Mr. Men e Quick Thinking (inizio 1984). Spitfire 40 uscì nella primavera del 1984 ("Mi ricordo la data chiaramente, perché passai il lunedì di Pasqua in sala duplicazione cercando di mettere a posto un bug", dice Jim).
La Mirrorsoft continuò la sua esistenza senza alti né bassi sino a che non cominciò a specializzarsi nel mercato dei 16-bit nel 1987, utilizzando i diritti sulla Cinemaware come trampolino di lancio. Il Gruppo Mirror comprò le società americane FTL e Spectrum Holobyte (da poco nuovamente in catalogo) per rifornire le fila, mentre la Mirrorsoft creò una sua etichetta, la Image Works.

Primo titolo: Game Creator, 1983 (scritto dagli allora adolescenti David e Richard Darling).

Maggior successo: Falcon (tutte le versioni).

Dove sono adesso? Commodore Max, Ultimax e Vic 10


In realtà, questi nomi nascondono un solo computer, ideato come successore del Vic 20. Tutti e tre i modelli vennero annunciati e presentati in diverse occasioni. La versione Ultimax era notevole per la sua tastiera piatta a membrana simile a quella dello ZX81, mentre il Commodore Max (l'ultima versione) aveva 2K di RAM e poteva produrre 16 colori su di uno schermo di 320x200. Non arrivò mai, ma venne seguito rapidamente dai prototipi di due modelli, chiamati 116 e 264, che diventarono alla fine il C16 e il Plus 4.

Dove sono adesso: Eugene Evans


Ha aiutato nello sviluppo di The Bermuda Project per la Mirrorsoft nel 1987, come ultimo lavoro di programmazione prima di passare alla direzione vendite. Ora vive e lavora negli U.S.A. È entrato nello staff della Icom Simulations di Chicago un anno fa: la società ha prodotto Deja Vu e Shadowgate, pubblicati in Europa dalla Mirrorsoft.

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