Intervista a Garry Kitchen: la penna magica

L'articolo è tratto dalla rivista Videogiochi n. 25 (aprile 1985) pp. 30-34, fonte: Retro-gaming

LA PENNA MAGICA


Designer's Pencil: un nuovo "linguaggio" grafico. Niente più tavolette e penne ottiche ma semplici istruzioni date al computer. Ne parliamo con il suo creatore Garry Kitchen.

di Riccardo Albini e Benedetta Torrani

Quando in una famiglia c'è un designer si può già essere soddisfatti, soprattutto se questi si chiama David Crane o Eugene Jarvis, ma quando ce ne sono nientemeno che tre, ognuno inventore di giochi di grande successo si può proprio dire che la famiglia sia stata baciata dalla fortuna.

È questo il caso della famiglia Kitchen i cui tre figli sono tutti game designer affermati che lavorano, per di più, in una delle società con maggior credito: l'Activision. Tre programmatori pazzi che hanno seguito le orme del padre hobbista appassionato di elettronica.

Dan il maggiore è stato quello che ha iniziato per primo, seguito poi da Steve e Garry.

Garry Kitchen per seguire l'elettronica ha smesso di dipingere e disegnare, attività intrapresa non appena terminati gli studi. Innamoratosi in una sala giochi di Donkey Kong, è stato incaricato dalla Coleco di eseguirne la traduzione per il sistema VCS Atari. E così ha iniziato la carriera che l'ha portato ai primi posti nelle classifiche con Keystone Kapers, nato da una felice intuizione della moglie di Garry, che - contrariamente al simpatico poliziotto - si diverte ad andare su e giù per i lunghi corridoi degli shopping center americani.

È dopo il meritato riposo del guerriero che Garry si mette a lavorare al progetto di Designer's Pencil, che vi presentiamo in queste pagine.

Prima di dar la parola all'interessato, un'ultima curiosità sulla Kitchen Brothers Production. Pare che ci sia un po' di gelosia con Steve, per cui quando stanno lavorando a un progetto non parlano mai del loro lavoro: solo del tempo!

Garry Kitchen spiega a Eugene
Jarvis il funzionamento
di The Designer's Pencil
VG - Parlami del tuo nuovo programma

Garry Kitchen - L'Activision Designer's Pencil è un linguaggio che consente a chiunque non abbia mai usato prima d'allora un computer, di creare disegni e suoni. A tutt'oggi non esisteva un linguaggio che consentisse di, comprato un computer, portarlo a casa e la sera stessa - o il giorno dopo - cominciare a creare immagini ad alta risoluzione.

Neanche questo programma permette di fare esattamente ciò, ma ho cercato di fare in modo che la persona media che compra il computer - e credo tra l'altro che quella sia la ragione per cui compra un computer - possa immediatamente giocare, armeggiare e far fare qualcosa di una certa qualità alla macchina. Con questo programma è possibile imparare in pochi minuti a creare cerchi, quadri, caleidoscopi di colori e di suoni. Fino ad ora non esisteva niente di simile.

VG - Qual è la differenza tra il tuo programma e una tavoletta grafica? Perché hai scelto questa soluzione?

GK - Una tavoletta la si usa con le mani, mentre questo linguaggio lo si usa con la mente. Per usare una tavoletta grafica devi essere un artista, fondamentalmente devi essere in grado di disegnare. Ti aiuta, ma è solo uno strumento della tua abilità artistica che fa i conti col tuo livello di destrezza manuale.

Con questo programma non solo puoi creare un disegno senza essere un artista - fintanto che riesci a immaginarti a cosa vuoi che assomigli il tuo disegno - ma puoi anche dire al programma come realizzarlo. Inoltre, mentre lo fai impari anche a programmare.

Questo una tavoletta grafica non ti permetterà mai di farlo così come non potrai, con una tavoletta, fare delle semplici animazioni come invece puoi fare con Designer's Pencil.

VG - Parlami un po' di questo linguaggio: che tipo di linguaggio è?

GK - È un linguaggio che utilizza più tecniche avanzate per programmare. Infatti ha subroutine, salti (permette di saltare in punti diversi del programma), ha funzioni ricorsive, che è una caratteristica dei linguaggi tipo il Logo e il Pascal.

È un linguaggio a istruzioni. Non lo userai appieno la prima settimana che ce l'hai ma se sai già programmare o ci hai fatto un po' di pratica non c'è limite a quello che si può fare.

VG - Ci sono altre applicazioni di questo linguaggio? Quali? E lo si può definire un linguaggio di programmazione?

GK - È una specie di linguaggio di programmazione. È un linguaggio di programmazione che è così simile all'inglese che ti trae in inganno: la gente quando
lo usa programma e non sa di farlo. Non se ne accorge nemmeno perché è il programma a dire al computer cosa fare.

Ma la struttura base è da programmazione: le finestre, l'uso della freccia, ecc. E può essere usato per fare anche altre cose. Anzi c'è già in cantiere il seguito su cui però non posso dire niente. Ma puoi facilmente usare la tua immaginazione: qualunque cosa si possa programmare è in linea di massima realizzabile con questo linguaggio.

VG - Ad esempio animazioni...

GK - Esatto.

VG - Ieri quando mi illustravi il programma, c'era anche Eugene Jarvis (il designer creatore di Defender, Robotron, Blaster, ndr) il quale mi ha poi detto che, a suo avviso, il tuo è più una disciplina che un linguaggio. Cosa ne pensi di questa affermazione?

GK - In un certo senso è vero. Un linguaggio è un qualcosa di perfettamente strutturato e devi studiarlo seriamente per impararlo, devi sapere prima e ricordarti tutte le istruzioni. Per affrontare un linguaggio devi usare della creatività, ma ci vuole così tanto tempo per imparare bene un linguaggio che quando l'hai imparato va a finire che hai perso tutta l'immaginazione.

Questo invece è più libero, meno irrigimentato e ti permette di fare subito delle cose piacevoli. Ciò nonostante ti ci vorranno degli anni prima di usare tutte le sue potenzialità perché dispone di molte istruzioni e opzioni interessanti. Tutto poi dipende dalla tua immaginazione, ma questo è stimolante e ogni volta che fai qualcosa ne rimani soddisfatto.

Se giochi un gioco ti diverti, ma quando hai finito non ti viene da dire che hai fatto qualcosa. Con questo programma invece quando hai finito hai un senso di soddisfazione perché hai creato qualcosa: sei tu per una volta a comandare il computer e non viceversa.

VG - Ma anche disegnando con una tavoletta grafica ci si diverte. Con Designer's Pencil, forse, parte del divertimento di disegnare non c'è più perché crei i disegni mettendo in fila delle istruzioni.

GK - Lascio che ognuno decida il suo divertimento. Se vuoi puoi usare il joystick per disegnare anziché per dare istruzioni. C'è infatti un comando che si chiama "read the joystick" (leggi il joystick). Se inserisci questo comando, tu e il programma scrivete insieme il programma e tu, a seconda del valore del joystick, decidi dove muovere, con questo, la penna. In questo modo puoi scrivere come su un blocco di carta.

VG - Questo è compreso nel programma?

GK - Sì, puoi creartelo tu stesso... Posso creare un programma di 34 istruzioni che ti permette di muoverti con il joystick. Quindi dipende da te: se lo vuoi puoi averlo. Puoi creartelo di solo invece di andarlo a comprare. Se non vuoi non ce l'hai.

VG - Tu hai realizzato Keystone Kapers per l'Atari VCS e ora invece hai realizzato un programma per computer. Significa forse che, insieme all'Activision, pensate che i videogiochi siano finiti?

GK - I videogiochi sono sempre stati dei computer, abbiamo sempre scritto programmi per computer. È solo che una volta i computer erano videogiochi. E ce ne sono ancora molti di VCS là fuori e la gente continua a comprare le cartucce. Ma stiamo attraversando un periodo di cambiamento ed è importante che Activision faccia un passo più in là e sia leader nella produzione di software per computer. Il software per home computer è stato fino adesso patrimonio di piccole compagnie che hanno realizzato bellissimi lavori ma ora c'è bisogno di una presenza maggiore, di qualcuno che sia realmente una forza più strutturata. Noi stiamo cercando di entrare con impegno in questo mercato e lo facciamo soprattutto con grande creatività.

C'è ancora posto per macchine più sofisticate con giochi ad alto livello, tipo il 5200 e il ColecoVision; e così pure ci sono macchine più semplici come il VCS. E sono sicuro che continueranno a esistere perché molte persone vogliono solo una macchina per giocare e non un computer.

VG - Come mai hai scelto il Commodore 64: per motivi commerciali (è il computer più diffuso) o per motivi tecnici legati alla macchina (ti piace e ti piace lavorarci)?

GK - Essenzialmente per ragioni commerciali. Anche perché in questo momento non ha molta importanza quale macchina utilizzi per sviluppare un programma: appena l'ho finito è stato distribuito dappertutto ed è stato tradotto per Apple, Coleco, Atari, IBM. Quindi se anche l'avessi sviluppato per Atari sarebbe finito su Commodore. In ogni caso.

Quello che ho fatto è decidere quale sistema ha il parco macchine più diffuso e per quale sistema la gente compra più software. Voglio dire, magari la gente compra Atari ma poi può non comprare altrettanto software di quello che comprano i possessori di Commodore.

VG - Pensi quindi che questo fosse il computer per fare questo programma?

GK - No, ogni computer ha i suoi pro e i suoi contro. Il Commodore ha delle cose molto belle e altre meno, l'Atari ha migliori colori, ben 128 contro i 16 del Commodore. Vedi, si lavora intorno alle limitazioni. Siamo specialisti nel fare cose che non dovrebbero essere possibili.

Non voglio sedermi davanti a un computer e dire "cosa si può fare? Facciamolo!" Immagino una cosa qualunque nella mia testa e dico "Voglio fare questo" in un modo o nell'altro e glielo faccio fare. Invece di lasciare che il computer decida cosa fare, decido io di far fare al computer quello che voglio. Quindi ha molta poca importanza la macchina con la quale si lavora.

Garry Kitchen davanti
allo stand Activision
VG - Dove pensi si diriga il mondo del software per computer? Pensi che ci sia un qualche specifico trend o direzione?

GK - Dopo tutti questi giochi che sono usciti penso che le persone comincino a esserne un po' stufe. I giochi ci saranno sempre ma credo ci sia una certa propensione a provare qualcosa di diverso. Ed è questo che ho provato a fare. Qualche che unisca l'utility, l'educativo e il divertimento. Il mio programma è un po' così: c'è una parte educativa, ma non è un cosiddetto "educational", è divertente e ti mette di fronte a una sfida. Non è un gioco ma sfidi te stesso nel fare qualcosa.

Ci sono molte indicazioni di questo tipo ma si va a fasi: per un po' si farà così e poi si tornerà ancora al gioco. Si torna sempre indietro a giocare.

VG - Abbiamo molti anni di civiltà alle spalle. Facendo un paragone alle età della storia dove metteresti in questo momento il software per computer?

GK - Alla preistoria. Le cose che puoi fare con un computer stanno aumentando continuamente. La cosa più importante è lo "human engineering". Vuol dire usare il computer per renderne più facile l'uso alle persone.

Questa è la chiave di tutto: una macchina facile da usare.

VG - Quindi non è importante se la macchina ha 64K o 256K, ma se le persone...

GK - Questo è giusto: la cosa più importante è il software. Conosci il Macintosh: il suo valore non sta nella scatola ma in quello che hanno realizzato nel suo software. Il software è "human engineered", è questa la vera differenza.

Ritratto di Garry Kitchen come consumatore


VG - Che genere di film preferisci?

GK - Mi piacciono i film di Spielberg, "Raiders of the Lost Ark" era un film meraviglioso. Mi piacciono anche i vecchi film, quelli di Hitchcock, di Humphrey Bogart. Ho una grande collezione di film su cassetta e su videodisco.

Mi piacciono anche i film di fantascienza con una bella storia e tanti effetti speciali. (Mentre parla la moglie gli ricorda James Bond) "Ah è vero James Bond". Sono il primo ammiratore nel mondo di James!

VG - E la musica?

GK - Mi piace la musica sperimentale: Philip Glass per le tastiere; Robert Fripp alla chitarra e poi Brian Eno. I Van der Graff Generator, Peter Hammill.

VG - Ti piace la televisione?

GK - Ho una televisione e di solito ci guardo i film. Mi piace guardare lo sport, soprattutto il baseball di cui sono un patito. Non guardo invece molto le serie: lavoro troppo e quando riesco a tenermi due ore di tempo libero preferisco guardare un film. Dei tre/quattrocento film che possiedo nella mia cineteca ne ho visti solo un centinaio. Mi piace quindi tornare a casa dal lavoro e tirarne fuori uno!

VG - E mangiare e bere?

GK - Mi piace il junk food. Mangio spesso da Wendy, Burger King, McDonald's. Mi ci sento come a casa mia. Per me mangiare non è un evento sociale: in cui ti siedi, parli per tre ore e mangi. Non faccio così: io mangio e me ne vado.

Divento pazzo quando vado al ristorante e sto seduto per tre ore rimasticando il cibo.

Mi piace mangiare ma lo faccio secondo i miei tempi e impegni.

Coca Cola e patatine sono il mio piatto preferito.

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