Programmando s'impara (Chuck Rock)

Intervista tratta da Zzap! numero 62 (Dicembre 1991) pagg. 64-65

[Sono state realizzate da Ready64 delle approfondite interviste ai programmatori bolognesi del Surprise Team/Fashion Design (Marco Corazza e Luca Zarri): un invito a leggerle entrambe è naturalmente d'obbligo.]

PROGRAMMANDO S'IMPARA


Questa volta il dinamico duo Giancarlo-Stefano (Giorgi) ha lasciato il suo abituale spazio intervista al nostro megadirettore esecutivo Stefano (Gallarini) che, in trasferta a Roma per la presentazione di alcuni nuovi titoli, è riuscito a intercettare i programmatori italiani della versione per C64 di Chuck Rock.

Come avete iniziato a programmare e su che cosa?

Luca [Zarri]: Su Commodore 64 naturalmente, diversi anni fa per hobby e curiosità.

Marco [Corazza]: Su Commodore 64 naturalmente, secoli fa per hobby e curiosità.

Andrea [Paselli]: Io ho sempre e solo fatto grafica, tanto per cambiare su Commodore 64.

E alla Genias come siete arrivati?

Marco: Hanno preso contatto con noi tramite un comune amico. Il merito della Genias sta soprattutto nel fatto di aver compreso subito le nostre potenzialità. Abbiamo cominciato a conoscerci sempre meglio e ci hanno affidato compiti via via sempre più difficili. Per prima un'avventura, Mystere, poi siamo passati a Over the Net e adesso l'impegnativo Chuck Rock.

Parlando in generale, cosa pensate degli ultimi sviluppi del mercato dei videogiochi in Italia?

Luca: Non potrei esprimere un parere dato che non sono un maniaco del software ludico. Nel poco tempo libero mi piace programmare cercando di superare i limiti del 64 (Hai provato con un PC? Ha un cabinet molto più spazioso, NdSG).

Marco: Anch'io non mi interesso più di tanto del mercato, l'unica cosa che mi dispiace è l'avvicinarsi della fine del Commodore 64 (E qui buona parte della redazione passa a toccarsi parti che forse è meglio non nominare, NdR).

Andrea: Leggo molte riviste del settore, specie quelle estere. Penso che sia un mercato molto interessante per le software house, ma che risente pesantemente del fenomeno "pirateria".

Pensate di riuscire a vivere solo programmando videogiochi?

Luca: No. (Conciso ed efficace, NdSG).

Marco: Non concordo con Luca, probabilmente perché lui deve mantenere uno yacht ormeggiato in Sardegna. A parte gli scherzi, se una persona è brava, s'impegna a tempo pieno con una software house che gli possa garantire un certo numero di progetti all'anno, penso proprio di sì. Può essere un mestiere redditizio ma implica un continuo studio (non si può programmare tutta la vita su un C64 o un Amiga), molte notti insonni e qualche sacrificio, inizialmente.

Andrea: Come grafico mi spetta solo una piccola percentuale del budget di realizzazione di un gioco. A meno di non fare la grafica per venti giochi in un anno non riuscirei a vivere facendo questo mestiere.


Che progetti avete per il futuro?

Luca: La Laurea.

Marco: Il matrimonio.

Andrea: La Laurea.

Perché lo fai (programmare)?

Luca: Perché lo faccio! Me lo chiedo anch'io, a volte.

Marco: Programmare mi dà molte soddisfazioni e rappresenta una continua lotta per superare i propri limiti e quelli della macchina. È molto difficile da spiegare, penso che solo chi abbia avuto esperienze di programmazione mi possa capire. E poi mi piace!

State incontrando particolari difficoltà in questo progetto?

Luca: Molte. A parte le sostanziali differenze di hardware ci sono grossi problemi con la memoria. Basti pensare che Chuck Rock Amiga è ultracompattato in due dischetti. In pratica si tratta di più di 2 Mega di codice e grafica che girano su un computer con un minimo di 512 K. Il gioco su C64 si deve invece accontentare di soli 64 K di memoria (ma anche di meno) e di 160 K su dischetto. Con queste condizioni mantenere varietà, livello qualitativo e giocabilità pari alla versione Amiga non è certo impresa facile.

Marco: Le difficoltà ci sono eccome. Per fortuna la Core Design ha fornito alla Genias, e quindi a noi, sorgenti, sfx e grafica della versione Amiga, e questo ci ha facilitato un po' il compito. La difficoltà più grande è comunque sempre il fattore tempo che non basta mai.

Cosa ne pensate delle console?

Luca: Più l'hardware diventa sofisticato e più facile risulta il lavoro del programmatore.

Marco: Una moda. Il computer anche se non raggiunge le sofisticazioni di certe nuove console offre quel qualcosa in più. Inoltre i giochi per console, a parte rare eccezioni, sono studiati per una fascia di utenti giovanissimi e non soddisfano per niente i più "vecchi" e smaliziati.

Andrea: Concordo con il giudizio espresso da Marco.

Parlaci, anzi parlateci dei vostri compagni d'avventure in Chuck Rock.

Luca: Be', Marco è un folle metodico e maniaco della precisione. È capace di farti lavorare delle ore per cambiare il colore di un pixel nel novantanovesimo livello di un gioco. Qualsiasi cosa, inoltre, deve essere pianificata e studiata con mesi d'anticipo. Andrea invece è una persona abbastanza normale, l'unico inconveniente è che spesso non consegna il materiale in tempo dato che possiede l'Amiga (con cui realizza la grafica da trasferire poi su C64) più fantozziano dell'universo; sette riparazioni negli ultimi sei mesi.

Marco: Hum, Luca è un folle casinista. Spesso passiamo più tempo a cercare un dischetto sulla sua scrivania che a realizzare un gioco. Una volta abbiamo passato l'intero pomeriggio a cercare un sorgente controllando, a uno a uno, centinaia di dischetti senza etichetta (Etichetta? E cos'è un'etichetta? NdSG) sparsi per la sua camera. L'unico problema di Andrea, invece, è il suo Amiga. È ora che se ne compri uno nuovo.

Andrea: Questi due stanno scherzando. Adoro il mio Amiga... quando funziona. Per quanto riguarda Luca, nonostante la sua modestia, posso tranquillamente affermare che è un genio. Lo conosco da anni e ho sempre pensato che prima o poi avrebbe messo a frutto le sue capacità. Anche Marco è bravissimo soprattutto come grafico e coordinatore. È un vero maniaco della precisione e dell'organizzazione, devo solo fargli capire che non si lavora molto bene col fiato sul collo.


Che ne direste di raccontarci qualche aneddoto divertente o non divertente?

Ci prendi un po' alla sprovvista, quindi citeremo alcuni postulati della legge di Murphy, tanto cara quanto odiata dai programmatori.

Luca: Quando un programma è pronto, è già passato di moda.

Marco: Le variabili non mutano mai, le costanti sì.

Andrea: Niente è facile come sembra.

SCHEDA TECNICA

La conversione di Chuck Rock per Commodore 64 è stata affidata a un team GENIAS di Bologna: Luca Zarri, Marco "The Brain" (pseudonimo, odia la pubblicità) e Andrea Paselli. Luca (19 anni) si occupa quasi esclusivamente della programmazione, Marco (24 anni) aiuto-programmazione e grafica mentre Andrea (19 anni) solo grafica. Luca è uno studente di ingegneria elettrotecnica, Marco impiegato, Andrea studente in economia e commercio. L'hobby preferito di Luca sono le ragazze e intende sottolineare che sono molto più di una "professione", come qualcuno afferma, ma qualcosa di molto più importante nella vita. Gli hobby di Marco sono molti: lettura, musica, calcio (W il Bologna), passeggiare nei boschi, filatelia, numismatica, farfalle, modellismo, origami, cartoon, fumetti e puzzles (e quando lo trova il tempo di programmare? NdSG). L'hobby di Andrea è il calcio da vedere e da giocare.

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