Intervista a Sergio Messa (Commodore Italia)

L'articolo è tratto dalla rivista Computer Games n. 4 (luglio/agosto 1984) pp. 28-30, fonte: Retroedicola

COMMODORE
20 - 64 - 700
IL TERNO VINCENTE


di Elena Schiavini

Sergio Messa, direttore generale della Commodore italiana, spiega la formula magica dello strepitoso successo ottenuto in pochi anni dall'azienda e anticipa nuove, interessantissime iniziative.

"Se non lo facciamo noi, lo faranno i giapponesi". Una constatazione ovvia, lapidaria ma che si è presto trasformata in idea vincente. L'avventura della Commodore Inc. ebbe inizio con questa frase storica, quando Jack Tramiel convinse gli azionisti della sua azienda a finanziare la costruzione del primo personal americano a colori con prezzo inferiore ai 300 dollari. Una corsa spericolata, ma alla fine, una vittoria decisiva. Oggi la Commodore è ritenuta l'azienda leader nel settore dei personal computer.

Per farci rivelare la formula magica di questo strepitoso successo abbiamo incontrato Sergio Messa, direttore generale della Commodore italiana di Cinisello Balsamo. Entriamo subito nel vivo del discorso e chiediamo, per prima cosa, di svelarci 'il segreto' della Commodore.

S. Messa
"Quando siamo arrivati in Italia, due anni fa circa, siamo approdati con un ben preciso obiettivo: diffondere a tutti i livelli questo strumento nuovo e divenuto ormai una realtà innegabile, il computer. Definito l'obiettivo, abbiamo messo a punto gli strumenti per conseguirlo. La formula vincente della Commodore è stata l'offerta di un prodotto facile all'uso, 'domesticizzato' in quanto collegabile al televisore di casa, semplice, comodo, divertente e utile a tutta la famiglia."

Parliamo del VIC 20. L'aver lanciato sul mercato un articolo in grado di offrire due prodotti in uno, è una dimostrazione della vostra 'strategia'?

"Certo. La chiave del nostro successo è stata quella di presentare il computer come un gioco, come un prodotto capace in primo luogo di divertire; poi si scopre che il divertimento maggiore si ottiene quando si cerca di imparare la sua lingua e di discorrere con lui. Se un videogioco mi costringe a una meccanica ripetizione di gesti impostimi dal gioco stesso, il computer mi permette invece di impostare un dialogo, di porre delle domande e di ricevere delle risposte."

Facendo una carrellata sui vostri prodotti, qual è il target del VIC 20, del Commodore 64, del Commodore 700?

"La Commodore è l'unica azienda in grado di mettere a disposizione degli utenti un full-range di prodotti che vanno dall'iniziazione all'uso del computer fino alle prestazioni più sofisticate. Il VIC 20 è un computer destinato a chi vuole fare i primi passi con l'informatica. Il Commodore 64 è diretto invece a un pubblico più esigente, a chi richiede applicazioni più ampie e complesse. Il Commodore 700 e l'8296, l'ultimo nato in casa Commodore, appartengono invece alla categoria dei computer di uso professionale. Cè però una caratteristica comune che unisce questi prodotti: l'unicità di linguaggio. Questa è una filosofia di marketing alla quale non abbiamo mai rinunciato: fornire all'utente prodotti tra loro compatibili e, fatto ancora più importante, compatibile con tutti i programmi del passato. Vogliamo cioè garantire al nostro mercato una continuità nel tempo."

'Software, il tappeto magico verso il futuro' diceva uno degli ultimi numeri di Time. Qual è la vostra linea in proposito?

"Attualmente disponiamo di una ricchissima biblioteca di prodotti software, prodotti che sono in continua evoluzione. Per quanto riguarda la nostra linea d'azione nel settore devo dire che l'utente ci ha aiutato molto, stimolandoci a fare investimenti nelle direzioni più richieste. Non abbiamo fatto altro che mettere a disposizione del pubblico un prodotto progettato, inventato e suggerito dagli utilizzatori delle macchine stesse. Abbiamo quindi impostato una politica di marketing attenta alle richieste degli utenti e alle indicazioni delle software house. Molti aiuti giungono inoltre dai mercati stranieri. Per esempio, un'applicazione che gode di notevole successo all'estero può venire facilmente trascritta e distribuita anche in Italia."

Un gruppo di bambini "alle prese" con il C 64

Molte case produttrici di software hanno trascritto i loro giochi per la Commodore. Uno strumento in più per consolidare il vostro successo anche nel campo dei videogiochi.

"Questo fatto non è stato che una fatale conseguenza dell'enorme diffusione dei nostri computer. Risulta quindi ovvio che un produttore di software debba tenere conto di questa realtà. Che poi si verifichino meccanismi di 'disenergia' (per la software house) e 'sinergia' (per il produttore di hardware) è una conseguenza diretta e inevitabile: per vendere un prodotto software, chi lo produce deve dire che 'gira' su Commodore e, in maniera quasi involontaria, pubblicizzi il nome Commodore."

Oggi si parla spesso dei computer che salgono in cattedra. Avete progetti particolari nel settore scuola, educazione, didattica?

"Quest'anno la Commodore si è proposta un nuovo obiettivo: far entrare il computer nella scuola. Con l'appoggio del Provveditorato agli studi e col patrocinio del Comune di Milano abbiamo dato il via a un esperimento di introduzione all'uso del computer in dieci scuole milanesi, attrezzando dieci veri e propri laboratori di informatica. Il programma si è svolto in accordo con la COGI, l'organizzazione incaricata di curare l'aspetto didattico dell'iniziativa. La Commodore ha invece messo a disposizione tutti gli strumenti di hardware e software necessari. I corsi sono già iniziati in due, tre scuole e potremo verificare i primi risultati nei prossimi mesi."

"È stato costituito un gruppo di lavoro che, in collaborazione con il corpo insegnante, è impegnato nello studio delle metodologie migliori per l'utilizzo del computer nella scuola. Ovviamente il via definitivo al nostro programma verrà dato a settembre. Questo progetto non prevede l'insegnamento dell'informatica, bensì l'utilizzo del computer per attuare un programma di studio. Non si tratta solo di introdurre il calcolatore nella scuola, ma anche di trovare i metodi migliori per utilizzarlo."

Disponete di programmi di software educativo didattico anche per il VIC 20 e il Commodore 64?

"Esiste una biblioteca molto vasta di programmi di questo tipo. C'è, per esempio, un programma molto bello: 'Introduzione al Basic', che permette di imparare la lingua del calcolatore attraverso un corso interattivo, seguendo passo a passo quanto il computer suggerisce. Ci sono varie sezioni e ogni fase si conclude con un piccolo test. Se lo si supera si può procedere, altrimenti si deve ripassare la lezione. È un programma che ha avuto un enorme successo."

"Disponiamo addirittura di un programma 'master', cioè una matrice, che consente all'insegnante di servirsi del calcolatore per strutturare la lezione. Una volta registrata, l'allievo sarà in grado di recepire e di verificare il suo grado di apprendimento semplicemente usando il computer."

Meglio di così non potrebbe andare, sembrano solo rose e fiori, ma c'è qualcosa che non funziona, qualche problema?

"Attualmente il nostro problema maggiore è quello di non riuscire a consegnare tutte le macchine che ci richiedono. La domanda dei prodotti è superiore alla capacità della Commodore di produrre. È il problema più grosso in questo momento, ma è un problema che francamente vorrei sempre avere."

Il nuovo personal portatile Commodore 64 Executive;
nello schermo, il programma Magic Desk

A livello di centri di assistenza siete riusciti a stare al passo con questo rapido sviluppo?

"Uno sviluppo così repentino richiede evidentemente un grosso investimento nel settore post-vendita. Riteniamo di doverci orientare lungo due direzioni diverse. La prima consiste nell'intensificare la qualità e la quantità dei punti di assistenza Commodore. Proprio in questi giorni stiamo uscendo con una lista di centri Commodore approvati dalla casa, in grado di fornire al cliente un valido aiuto."

"Stiamo inoltre lanciando, e questa sarebbe la seconda via d'azione, una serie di Commodore Computer Center con l'unico compito di stabilire una sorta di 'filo diretto' con l'utente. Luoghi in cui sia possibile portare la propria esperienza, fare domande, chiarire i vari problemi. È certo un'iniziativa che richiede tempo e uno sforzo considerevole."

Col Commodore 64 è possibile creare musica sintetizzata?

"Certamente. Il SID è un circuito integrato speciale che permette di trasformare il computer in sintetizzatore musicale. Con appositi programmi si può comporre ogni tipo di musica, imitando anche strumenti come il violino, l'arpa, la tromba. Un computer non deve solo servire per lavorare, ma anche per distrarsi e divertirsi. Cosa c'è allora di più rilassante dell'ascoltare un pezzo di buona musica?"

La Computer Graphics è un altro settore in notevole espansione. Quali sono i vostri prodotti in questo campo?

"Esistono programmi di Computer Graphics che vanno sotto il nome di Vic-Graf e Com-Graf. Si tratta di strumenti che permettono di sfruttare al massimo le capacità del calcolatore. Con poche istruzioni di possono disegnare curve, visi, fare dei grafici e colorarli. Si possono ottenere ottimi risultati sia nel settore del divertimento che in quello professionale. È più stimolante leggere un grafico sull'andamento delle vendite vivacemente colorato piuttosto che in bianco e nero."

Una domanda personale. Ci racconti del suo primo incontro con la Commodore.

"Beh! Mi è stato proposto di correre quest'avventura, l'ho trovata un'idea affascinante e, devo dire, che i risultati si sono rivelati superiori alle aspettative."

A questo punto bisogna chiudere in bellezza con un regalo 'in esclusiva' per i lettori di Computer Games. Ci riveli qualche novità in cantiere.

"La novità più grossa è che in questi giorni daremo la possibilità ai possessori di un VIC 20 di ricevere in regalo due videogiochi acquistandone altrettanti. Quindi una grande disponibilità da parte nostra per permettere ai nostri utenti di divertirsi a più non posso coi loro VIC 20."

Ma scusi, non è questo un ennesimo segnale della crisi del mercato del videogioco?

"Scopo di questa iniziativa è di far godere al nostro pubblico il vantaggio di riuscire a produrre a prezzi sempre più bassi, grazie alla grande vendita. Un modo come un altro per far partecipare i nostri utilizzatori ai successi della Commodore."

A proposito, dimenticavo, a casa gioca con il computer?

"Caspita! Ci gioco e come! Devo solo fare molta attenzione a usarlo quando non c'è mia figlia. Tra i due è sempre lei a fare le figure migliori."

Penso che sia una domanda inutile. Che computer ha?

"Un VIC 20, Commodore naturalmente!"

BOX - I VIP DI CASA COMMODORE

VIC 20. È il fratellino minore della famiglia Commodore, nonostante tutto è l'home computer più venduto nel mondo. Ha una memoria di 5K RAM, espandibile fino a 32K. 24 i colori disponibili in tastiera per un totale di 25 diverse combinazioni cromatiche. La sua lingua è il Basic e si può collegare con un qualsiasi televisore domestico. Dispone di una gamma completa di periferiche: registratore, stampante, floppy disk drive; tramite il Modem, può essere collegato alle normali linee telefoniche. È corredato da una ricca biblioteca di programmi didattici o applicativi che vanno dall'Introduzione al Basic al ricettario, dalla contabilità giornaliera alla rubrica telefonica.

COMMODORE 64. Una memoria di 64K RAM, sintetizzatore musicale, sprite grafici, 16 colori con 255 possibilità di combinazioni cromatiche, collegabile a monitor, TV o Hi-Fi, 3 voci di nove ottave ciascuna. Questo il suo biglietto da visita. Lo dicono 'capace di tutto'. Può comunicare con altri computer per via telefonica e permette ampie possibilità di impiego in campo professionale. È in grado di risolvere qualsiasi problema di word processing, contabilità, corrispondenza, amministrazione e archivio. Oltre al software applicativo dispone di una serie di programmi che permettono di aumentarne le capacità.

COMMODORE 700. È il più professionale dei tre. È dotato di ottima memoria. Esistono due configurazioni standard da 128K o 256K RAM, espandibile fino a 896K. È disponibile con monitor integrato con video a fosfori verdi e schermo antiriflesso per facilitare la lettura dei dati. È collegabile con una gamma completa di periferiche, può disporre di disk drive singolo o doppio e di stampante ad aghi o margherita. Diversissime le applicazioni possibili, sia per le operazioni 'universali' che per quelle più 'specializzate'. Oltre ai programmi di informazioni manageriali, word processing, gestione finanziaria, dispone di package di software relativi a campi specialistici, quali pianificazione della manutenzione di impianti, costo del lavoro, produzione.

C 64
Commodore 700, un personal professionale

2 commenti:

  1. Grandissima proprietà di linguaggio per l'epoca

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  2. Hai perfettamente ragione, l'ho notato anch'io. Grazie ai ragazzi di Edicola Videogiochi stanno finalmente spuntando online dei numeri di questa rivista della Peruzzo che era stata ingiustamente dimenticata, ma che dal punto di vista giornalistico era di sicuro quella scritta meglio durante gli anni '80.

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