Cronologia delle macchine (1972-1981)

L'articolo è tratto dalla rivista K n. 38 (aprile 1992) pp. 28-29, fonte: OldMags

CRONOLOGIA DELLE MACCHINE (1972-1981)


La storia dei videogiochi è la storia delle macchine - console e home computer - sui cui hanno girato ieri e girano oggi i programmi che ci hanno appassionato in questi ultimi 20 anni, da Pitfall a Formula One Gran Prix. In questa puntata della nostra serie sui 20 anni dei videogiochi vi raccontiamo la storia di questi ultimi due decenni (in questa puntata i primi dieci anni, dal 1972 al 1981) attraverso le macchine che hanno reso possibile tutto ciò: da quelle che sono entrate nella storia come il VCS dell'Atari o il Commodore 64, a quelle che hanno lasciato più di un utente deluso e orfano, come l'Oric o il Commodore 16.

1972


L'Intel sviluppa il microprocessore a 8-bit 8008, il microprocessore che preparò la strada per i personal computer. Le riviste americane di elettronica dell'epoca pubblicarono diagrammi per la costruzione di computer a singola scheda che furono, in seguito, l'ispirazione per il kit di montaggio dell'Altair 8800, il primo personal computer della storia (una volta che l'avevate montato correttamente).

1973


L'Intel sviluppa l'8080, il primo "vero" microprocessore, che era in grado di indirizzare fino a 64K. Fu subito seguito da processori concorrenti, come il 6800 della Motorola e il 6502, disegnato da Chuck Peddle.

Truong Trong Thi, un francese di origini vietnamite, lancia il primo microcomputer disponibile commercialmente basato sull'Intel 8008 [il Micral], ma non riesce a creare una adeguata rete distributiva.

1974


Due progettisti della Intel [Federico Faggin e Ralph Ungermann] si licenziano e formano la Zilog, un'altra società produttrice di processori. Sviluppano lo Z80 (che sarà in seguito il chip dello Spectrum), che compete direttamente con il nuovo Intel 8080.

1975


In un periodo di cinque settimane lo studente di Harvard William Gates e il suo socio Paul Allen adattano il BASIC così da farlo girare su microcomputer.

La Objective Design di Tallahassee, Florida, lancia Encounter, il primo gioco per personal computer in commercio. Il gioco è in linguaggio Assembly e viene fornito su nastro di carta[1].

1976


Con un surplus di chip per calcolatrici, la Commodore entra nel mercato dei personal computer utilizzando la tecnologia MOS (metal oxide semiconductors).

1977


La Apple commercializza l'Apple I, il computer costruito in un garage dal ventiseienne Steve Wozniak. L'Apple I era semplicemente un circuito stampato e i primi modelli del II avevano uno chassis di legno.

Il Personal Electronic Transactor (PET), disegnato da Chuck Peddle, fu il primo home computer con monitor incorporato e registratore a cassette. Nonostante la bassa risoluzione, la grafica monocromatica e un prezzo piuttosto elevato, ottenne un successo immediato.

Radio Shack lancia il suo microcomputer completamente assemblato, il TRS-80 Model 1. Questo computer, dotato di tastiera, monitor e unità a cassette, utilizzava il processore Z80 invece del 6502 ed era dotato di una RAM di 4K. Nonostante la grafica monocromatica a bassa risoluzione ottenne un enorme successo di vendita negli USA, evolvendo nel TRS-00 II nel 1979.

1978


Dal terreno fertile della Science of Cambridge di Clive Sinclair esce l'MK14, un computer in kit di montaggio con 14 chip. Il suo progettista, Chris Curry, in seguito fondò la Acorn.

1979


Il fenomeno dei videogiochi da casa esplode con l'introduzione del VCS (Video Computer System) della Atari. Il mercato totale per i videogiochi negli USA (hardware, software e accessori) raggiunge l'incredibile cifra di 330 milioni di dollari.

1980


Sull'onda del successo del VCS, la Mattel presenta al CES (Consumer Eletronic Show) di Las Vegas l'Intellivision. Grazie alle avanzatissime doti grafiche diede subito del filo da torcere alla console Atari. In origine doveva essere il fulcro di un complesso sistema di home computing, ma gli altri elementi del sistema non si materializzarono mai.

Lo ZX80 fu il primo computer veramente alla portata di tutti. Era dotato di 1K di memoria, grafica monocromatica e niente sonoro. L'anno successivo lo ZX81 aggiunge un expansion pack di 16K, che aveva dei problemi di collegamento. Benché sembri incredibile, erano disponibili dei giochi nonostante la grafica a mattoncini e la velocità lentissima.

Il Video Genie fu una macchinetta monocromatica che non riuscì mai a decollare a causa della mancanza di software.

1981


La Commodore introduce il VIC 20, il primo home computer che arrivò a vendere più di un milione di unità. Il VIC, che manteneva molte delle caratteristiche del PET, era il primo computer progettato principalmente per i videogiochi. Aveva una risoluzione di schermo di 176x184 pixel, 8 colori, un buon sonoro, una vera tastiera e anche un disk drive opzionale: la sua restrizione principale era la memoria standard di 5K.

L'Oric della Tangerine, considerato ai tempi l'ammazza-Spectrum, aveva una grafica e un sonoro migliori rispetto al piccolo di casa Sinclair. Ma una serie di problemi di affidabilità e dei bug nel Basic gli fruttarono una cattiva nomea. Il supporto software svanì rapidamente, tranne che in Francia, e sparì del tutto dalla circolazione nel 1984.

La Osborne Computer lancia l'Osborne 1, il primo computer portatile (si fa per dire, visto che pesava più di 11 chilogrammi).

L'IBM lancia il computer che diventerà sinonimo di PC e uno standard hardware de facto. Sceglie come sistema operativo l'MS-DOS della Microsoft e, quando altri produttori saltano sul carro degli IBM compatibili, l'MS-DOS diventa il nuovo standard nel campo del software, soppiantando il CP/M e gli altri sistemi operativi in voga in quei tempi.

L'Acorn Atom, progettato da Chris Curry, fu immediatamente adottato dagli hobbisti inglesi. Sempre in quell'anno la Acorn ne progettò un successore, il Proton, ma Curry venne a sapere che la BBC era alla ricerca di un microcomputer e abbandonò il progetto.

Il NewBrain è un'altra creazione di Clive Sinclair. Questo semiportatile per applicazioni "serie" era espandibile fino a 2MB (incredibile per quell'epoca) e fu ben supportato da periferiche varie, benché avesse ancora una tastiera di gomma.

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[1] Cfr. "Computer World", 8 Agosto 1977, pag. 35, <link>.

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