Cronologia delle macchine (1982-1991)

L'articolo è tratto dalla rivista K n. 39 (maggio 1992) pp. 22-23, fonte: OldMags

CRONOLOGIA DELLE MACCHINE (1982-1991)


In questa seconda puntata della cronologia delle macchine, K vi porta dal 1982 ai giorni nostri. La storia sembra non insegnare niente ai produttori di hardware, almeno ad alcuni di loro, e quelli che ci rimettono sono, come sempre, gli utenti. Si potrebbe dire che gli anni '80 passeranno alla storia come il cimitero degli elefanti dell'informatica domestica.

1982


Al CES di Las Vegas la Coleco lancia il Colecovision. Commercializzato in primavera negli USA diventò subito un enorme successo di pubblico, registrando vendite per oltre mezzo milione di unità.

Clive Sinclair lancia lo ZX Spectrum. Insieme al C64 ha fatto la storia dei videogiochi a 8-bit. In seguito usciranno lo Spectrum +2 e 3. Problemi finanziari e il fallimento del QL costrinsero Sinclair a vendere la società all'Amstrad di Alan Sugar.

La Commodore lancia il Commodore 64. Memoria di 64K (enorme per quei tempi), tastiera da macchina da scrivere, grafica a 16 colori, sprite grafici e SID (Sound Interface Chip [Device]) lo posero un gradino sopra qualunque altra macchina dell'epoca. Il pubblico se ne accorse e ne decretò subito il successo. Diventerà l'home computer più diffuso della storia.

Il Dragon 32, basato insolitamente sul processore Motorola 6809E e finanziato inizialmente dal produttore di giocattoli Mettoy, aveva 32K, un singolo canale audio e una risoluzione di 256x192 a due colori. La liquidazione della Mettoy diede inizio a una spirale finanziaria da cui non uscì più nonostante diversi tentativi di salvataggio.

1983


Le specifiche del Memotech MTX 512 sembravano eccezionali: 64K, 16K di RAM video, espandibile a 512K; grafica a 16 colori e uscite per il sonoro hi-fi. Incorporava assembler, Basic, Noddy II [un precursore di HyperCard] e un linguaggio testuale per principianti. Ma la Memotech non riuscì a rifornirlo di software e alla fine sparì dalla circolazione.

Nel tentativo di salvare gli investimenti in tecnologia, i produttori di videogiochi entrarono nel mercato degli home computer. La Coleco presentò al CES di Chicago il suo nuovo home computer, Adam, ma non riuscì a rispettare i tempi di produzione e perse il lucrativo mercato natalizio: fu la fine dell'Adam.

L'Aquarius della Mattel fu uno dei più economici computer a colori dell'epoca, ma le necessarie espansioni da 4K e 64K erano costose. C'era poco software nonostante l'alta risoluzione di 320x192 e i 16 colori. Un chip di protezione impediva a società esterne di produrre cartucce, un congegno ora utilizzato dai produttori di console.

Il Colour Genie aveva 32K di memoria e un bel nome ma una pessima gestione dello schermo. Era robusto e offriva un mucchio di caratteristiche per il suo basso prezzo, però il software limitato ne segnò il destino.

1984


L'Atari presenta al CES di Las Vegas il 7800 ma, stranamente, non lo lancia sul mercato.

Il Sinclair QL fu presentato in gennaio. Fu l'inizio della fine della Sinclair Research. Il QL era un 16-bit con un processore 68008, un data bus a 8-bit e una risoluzione di 512x256 a 8 colori. La tastiera era scadente e il salvataggio era su microdrive invece che su dischetti. I primi modelli con la ROM su un aggeggio esterno non davano molta fiducia e il fatto che funzionasse su microdrive invece che su dischetto tenne lontano i produttori di software.

Sempre in gennaio la Apple presenta il Macintosh. Il primo modello aveva soltanto 128K di RAM, ma la nuova interfaccia utente "user-friendly" e l'uso del mouse influenzarono la Atari e la Commodore nella progettazione dell'ST e dell'Amiga.

La Coleco cessa la produzione di console e computer. La Mattel chiude la divisione elettronica e la Warner Communications vende l'Atari a Jack Tramiel a prezzo di realizzo.

L'IBM lancia il PCjr, il suo primo e fino a poco tempo fa unico tentativo di conquistare il mondo degli home computer. Aveva 128K di RAM e un drive da 5,25".

1985


Al CES di Las Vegas L'Atari presentò l'ST. La serie inizialmente prevedeva due modelli: il 130 e il 520. Fu però con l'uscita dell'STFM, che poteva essere collegato al televisore, che l'ST si fece strada nel mercato europeo.

In luglio, a New York, la Commodore presentò l'Amiga con una fastosa cerimonia a cui prese parte anche Andy Warhol. La Commodore aveva comprato l'anno prima la società Amiga che stava lavorando, sotto la guida di Jay Miner, progettista del chip dell'Atari 400/800, alla realizzazione di un computer a 16-bit di nome Lorraine. Il primo modello, l'A 1000, apparve nel 1985 negli USA e nel 1986 in Europa. Nell'87 arrivarono l'Amiga 5000 e il 2000, entrambi con sistema operativo su ROM invece che su dischetti come l'A 1000.

Il terzo nuovo computer del 1985 fu l'Enterprise, già annunciato 18 mesi prima col nome di Elan. Dotato di ottime capacità grafiche, sonoro stereo con tre canali audio e un word processor in ROM, l'Enterprise avrebbe avuto buone possibilità di successo se fosse uscito, come previsto, nell'83. Nonostante gli sforzi della società produttrice, la Entersoft, di dotarlo di giochi e di un prezzo competitivo non riuscì mai a sfondare e fece una fine ingloriosa.

1986


Anno di vacche magre per i nuovi home computer. Gli unici modelli degni di menzione, peraltro versioni aggiornate di computer già in circolazione, furono lo Spectrum 128, il 128 Plus 2 e il 1040 ST da 1Mb.

La Sega introduce il Master System a 8-bit.

1987


L'87 fu l'anno dell'Acorn e del suo Archimedes, il primo home computer (?) a 32-bit che adottava la tecnica RISC. Grafica impressionante e otto canali audio stereo lo ponevano un paio di gradini sopra la concorrenza, ma il prezzo era troppo alto per un uso domestico e, benché ci fosse qualche gioco spettacolare (soprattutto Virus di David Braben), la base di utenti restò troppo piccola. La successiva uscita del più economico A300 non riuscì a smuovere le acque.

1988


L'unico nuovo computer del 1988 fu il Sinclair PC200. Mai arrivato in Italia, il PC200 fu un fallimento su tutta la linea: dotato di sola grafica CGA era già antiquariato prima ancora di uscire e, quando fu distribuito in Inghilterra, i primi modelli mancavano di cavi, manuali, sistemi operativi su disco, ecc.

La prima console a 16-bit apparve sul mercato giapponese: è il Megadrive della Sega. Sempre nello stesso anno la NEC se ne esce col PC Engine.

1989


Lanciare una macchina a 8-bit nel 1989 sembrò a molti una follia, ma la Miles Gordon Technology contava sul fatto che il Sam Coupé era compatibile con lo Spectrum. Le sue specifiche erano impressionanti per una macchina a 8-bit, ma il mondo ormai non considerava alcun computer che non fosse a 16-bit. Non riuscì mai a crearsi un seguito di massa e restò confinato ai nostalgici ex-utenti dello Spectrum.

Con l'arrivo del Game Boy la Nintendo crea il mercato delle console portatili. Nei due anni la console monocromatica della casa giapponese supera gli 8 milioni di pezzi venduti nel mondo.

A ruota segue l'Atari con il Lynx, la prima console portatile a colori.

1990


Per la prima volta dall'introduzione del NES, la Nintendo si trova nell'insolito ruolo di inseguitore e lancia sul mercato giapponese il Super Famicom a 16-bit, che verrà ribattezzato in USA ed Europa col nome di Super NES.

La Commodore presenta al CES di Chicago il CDTV. Basato sulla tecnologia Amiga, è il primo ibrido tra televisione e computer. Legge Compact Disc con una capacità di memoria di 550 Mb.

1991


La Sega lancia la sua console portatile a colori, il Game Gear, e verso la fine dell'anno mette in commercio in Giappone il Mega CD, la periferica per Megadrive in grado di leggere compact disc.

Dopo diversi ritardi, la Philips lancia sul mercato americano il sistema CD-I.

Nessun commento:

Posta un commento