Originali o copie? Parte 1

L'articolo è tratto dalla rivista Videogame & Computer World Anno II n. 3 (aprile 1989) pp. 74-75, fonte: Retroedicola

[Grazie a un prezioso ritrovamento dei responsabili del portale Riviste & Videogiochi che ringrazio, posso finalmente aggiungere la parte iniziale di uno dei primi articoli pubblicati nell'Archivio Storico, relativo a un presunto caso di pirateria poi risolto con la piena assoluzione. Da parte nostra non c'è ovviamente mai alcun intento morale nel criticare questo o quello, o trovare i "buoni" e i "cattivi" nelle varie vicende. Vi è piuttosto la volontà, da storici dell'argomento, di riportare documenti rilevanti per contestualizzare un momento ormai lontano, in cui la pirateria era un tema molto dibattuto nella realtà videoludica italiana.]

GUERRA DEL SOFTWARE: PIRATERIA ANCHE NELL'ORIGINALE?

ORIGINALI O COPIE?


Denuncia della Leader di Casciago (Va): chiesto il sequestro dei pezzi "copiati".

La notizia è apparsa su più testate della Lombardia: da qui è giunto l'obbligo anche per la nostra rivista di trattare lo scottante argomento e informare il più correttamente possibile anche i lettori della denuncia a carico di una nota ditta di Bologna.

Le accuse di concorrenza sleale e di truffa partono dagli uffici della Leader di Casciago (Va) che, accortasi della presenza sul mercato di identico materiale ma di diversa origine, si è subito preoccupata di informare sia la stampa che la magistratura della possibile truffa.

Giovedì 16 marzo è stato concesso il sequestro della merce appena menzionata e si aspetta un verdetto più preciso nei prossimi giorni.

L'inchiesta, come appena detto, parte proprio dalla presenza sul mercato di materiale identico a quello commercializzato dalla Leader e venduto a un prezzo più basso; da questo partono le indagini à la Sherlock Holmes e la Leader, in base agli accordi precedentemente stipulati, ha condotto una sua indagine pressi i distributori Europei più conosciuti.

Dalla Ocean alla Gremlin alla Telecomsoft sono partite tante piccole inchieste, che a loro volta hanno dichiarato la completa estraneità con la ditta di Bologna (le fotocopie in questa pagina ne sono la prova certa).

Da tutto questo è partita la denuncia della Leader che, oltre alla truffa commerciale, richiama l'attenzione di tutti nei confronti dell'annoso problema della pirateria.

Purtroppo come ben sapete vi è inoltre da aggiungere che, in merito alla vendita del software in Italia, non si è ancora giunti a una vera e propria legislazione che regoli il mercato, come avviene per esempio per le musicassette o le videocassette.

Per chiarire ancora di più questa chiacchierata introduttiva, nei limiti di quanto ci è stato concesso, ecco i fatti: su tutto il territorio nazionale sono apparsi, da qualche tempo, esemplari di moltissimi programmi di ogni genere che, nonostante si presentino all'apparenza perfettamente originali, si sono rivelati di dubbia provenienza.

In alcuni giochi su cassetta, per esempio, i libretti di istruzioni, i supporti magnetici e gli stessi package differiscono sensibilmente dai veri originali provenienti dalle software house che forniscono la Leader di Casciago.

Nessuno, tantomeno le case produttrici, sa nulla sulla provenienza di questo strano materiale. Si parla già di originale copiato alla perfezione e commercializzato a prezzi più bassi.

Oggi, in base agli accordi stipulati con il rappresentante legale della Leader (Dott. Augusto Basilico), non siamo ancora in grado di fornire spiegazioni più dettagliate sulla vicenda, unitamente ai nomi della ditta o delle presunte ditte indiziate.

Per correttezza e serietà, possiamo avvertire i nostri lettori che non si tratta assolutamente della rinomata distributrice di software originale C.T.O. di Zola Predosa (BO).

Sul prossimo numero forniremo tutti i dettagli relativi al procedere della vicenda, includendo ulteriore documentazione.

Risposte della Telecomsoft e della Ocean (clicca per ingrandire)

  

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