Top 11 software stars

L'articolo è tratto dalla rivista K n. 41 (luglio-agosto 1992) pp. 12-13, fonte: OldMags

TOP 11


In vent'anni di storia dei videogiochi ne sono passati di nomi agli onori della cronaca, troppi per poterli presentare nel poco spazio di questa rubrica. Ma non è solo per ragioni di spazio che abbiamo deciso di ridurre a 11 nomi questa galleria di software stars. Abbiamo dovuto, ma anche voluto, fare una scelta. Basata, principalmente, sull'originalità dei giochi.

Sappiamo che molti altri designer avrebbero potuto figurare in questa Top 11 - Sid Meier, Scott Adams, gli autori della Infocom, Jeff Minter, i Bitmap Brothers, tanto per fare qualche nome - ma abbiamo dovuto fare delle scelte.

Potete condividerle o no, ma non c'è dubbio che gli 11 designer/programmatori elencati, in rigoroso ordine alfabetico, in queste pagine hanno elevato a forma d'arte la realizzazione di un videogioco.

1) BRUCE ARTWICK

Scommetto che pochi di voi conoscono il nome del designer di Flight Simulator, men che meno il suo volto. Bruce ha la faccia da tipico nerd, ma sicuramente ne ha anche il cervello.

Il primo simulatore di volo per personal computer uscì nel lontano 1979 ed era in grado, pur con la tecnologia dell'epoca, di ricreare un'esperienza così simile al pilotare un Cessna 182 o un Piper Cherokee che fu un successo clamoroso fin da subito.

Dopo di lui sono arrivati tutti, facendo anche cose per certi versi migliori, ma nessuno può togliergli il merito di essere stato il primo.

2) DAVID BRABEN & IAN BELL

Questa coppia di programmatori è passata alla storia - caso più unico che raro - per un solo gioco: Elite. Il genere di "commercio spaziale" è nato con questo titolo scritto per il BBC (che, incidentalmente, fu anche il primo gioco per cui furono messi all'asta i diritti per le possibili conversioni).

Graficamente - ed è logico visto che correva l'anno 1984 - Elite fa ormai parte del passato dei videogiochi, ma dal punto di vista della dinamica di gioco e della giocabilità non è ancora stato superato, nonostante siano passati ormai quasi dieci anni.

3) DAVID CRANE

Se c'è un mito in questa Top 11, questo è David Crane. I lettori più giovani forse non si ricorderanno di Pitfall e Decathlon, ma quelli che hanno iniziato a giocare col VCS non potranno mai dimenticarsi queste pietre miliari dei videogiochi.

Pitfall è stato, probabilmente, la prima avventura dinamica della storia - e che avventura! - mentre Decathlon era un capolavoro di programmazione. Pur avendo il VCS solo 4k di memoria RAM, Crane riuscì con un trucco a raddoppiarne la memoria a 8K e a infilarci dentro dieci eventi dieci: un'impresa titanica che l'ha fatto entrare nella storia.

4) GEOFF CRAMMOND

Se dobbiamo parlare di originalità, Geoff Crammond merita il posto in questa Top 11 per The Sentinel, uno dei programmi per computer più originali di tutti i tempi: niente di mai visto prima, dentro o fuori un computer. Un gioco affascinante, carico di tensione e grondante giocabilità e divertimento e tutt'ora senza imitazioni.

Ma Geoff Crammond è anche uno dei più continui e costanti designer/programmatori di tutti i tempi.

Dai tempi di Revs sul C64 a recente capolavoro per 16-bit Formula One Gran Prix, passando per Stunt Car Racer, Crammond non ha sbagliato un gioco.

5) RICHARD GARRIOTT

Probabilmente, la serie Ultima passerà alla storia come la saga fantasy più popolare del mondo dei videogiochi, e con essa passerà alla storia anche l'uomo che l'ha ideata, Richard Garriott alias Lord British.

La saga di Ultima è senza dubbio il miglior esempio - se non l'unico - di videogioco etico e mitologico, pervaso da un insieme di concezioni e idealità artistiche che costituiscono una vera e propria poetica.

Non a caso assomiglia alla saga degli Hobbit di Tolkien: Britannia, come la Terra di Mezzo, è un mondo convincente per la complessità della sua stratificazione storica e geografica e reso vivo da una forte coerenza interna.

6) RON GILBERT

Ideatore del sistema SCUMM ("Script Utility for Maniac Mansion"), Ron Gilbert è il braccio e la mente dietro le avventure grafiche Lucasfilm, ora Lucasarts - Maniac Mansion, Zak McKracken e Monkey Island - che hanno rivoluzionato questo genere popolarissimo in tutto il mondo.

La sua è una rivoluzione nei contenuti più che nella forma: Gilbert è riuscito a fare della comicità lavorando su un mezzo "refrattario" all'umorismo come i videogiochi.

La comicità è un'arte difficile, eppure lui è riuscito a farci sorridere con la sua comicità surreale senza mai scadere nella battuta facile o di dubbio gusto.

7) SHIGERU MIYAMOTO

Poteva mancare un game designer giapponese in questa Top 11? La scelta è quasi obbligata, il creatore di Mario. Shigeru Miyamoto ha cominciato a lavorare alla Nintendo nel 1977, ma il suo posto nella storia risale al 1980, anno in cui diresse la realizzazione di Donkey Kong, il primo gioco in cui apparve l'idraulico più famoso del mondo.

Da allora Miyamoto ha diretto la produzione di tutti i giochi di Mario, compreso il fantastico Super Mario World. I giochi di piattaforme con stanze e bonus segreti sono, in pratica, una sua invenzione (e del team che insieme a lui ha sviluppato i giochi di Mario).

8) PETER MOLYNEUX

Inventare un nuovo genre all'alba del 1989 poteva sembrare un'impresa impossibile. Eppure, con Populous, Peter Molyneux c'è riuscito. I "simulatori di Dio" hanno tutti un debito con questo ex-sistemista che è diventato programmatore perché non sapeva fare altro nella vita.

Provate a immaginare cosa sarebbero stati questi anni senza Populous: niente Utopia, niente Megalomania, niente Castles, tanto per nominarne alcuni.

Populous è bastato da solo a rendere famoso Molyneux in tutto il mondo (in Giappone addirittura è un idolo delle folle), ma con Powermonger e Populous II ha dimostrato che non era stato un fuoco di paglia.

9) ALEXEY PAJITNOV

Oltre a essere il primo programmatore sovietico della storia dei videogiochi a diventare famoso in occidente, Pajitnov è stato l'ideatore di Tetris, il gioco che ha rivoluzionato i "puzzle games" e dimostrato che quello che conta è la giocabilità - e il divertimento che se ne ricava - non i mega di grafica, l'overscan o il peso in chili del manuale.

Tetris è forse l'unico gioco al mondo che riesce a conquistare - anzi a mesmerizzare - anche una persona che non ha mai preso in mano un joystick in vita sua. Scusate se è poco.

10) MIKE SINGLETON

Vi dice qualcosa il titolo Lords of Midnight? Da allora in poi Mike Singleton ha perfezionato sempre più il genere dei giochi di strategia multi-personaggi inaugurato alla grande con quel famoso titolo per Spectrum, che conteneva ben 32.000 schermate.

Midwinter I e II, e ora Ashes of Empire, sono le versioni moderne di quel gioco e ne continuano la tradizione di complessità strategica, spessore metodologico e innovazione grafica che caratterizzano i giochi di Singleton.

11) WILL WRIGHT

Basta un titolo per giustificare la presenza di Will Wright in questa Top 11: Sim City. Con Sim City Wright e la Maxis hanno sconfessato l'idea che un gioco per essere divertente deve essere competitivo e avere un obiettivo ben preciso.

In Sim City non c'è un obiettivo preciso né un solo modo di vincere e giocare. Ognuno può prefissarsi il suo obiettivo e raggiungerlo nei modi che più preferisce.

Con Sim City Wright ha portato nel mondo dei videogiochi la libertà di giocare come si vuole, e non come vuole il programmatore.

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