Campioni a Ottumwa

L'articolo è tratto dalla rivista Videogiochi n. 14 (aprile 1984) pp. 112-114, fonte: Retro-gaming

ATTUALITÀ
CAMPIONI A OTTUMWA


Videogiochi era presente alla premiazione dei migliori videogiocatori americani del 1983 e li ha intervistati in esclusiva.

Dopo averne tanto parlato, siamo finalmente andati nella capitale mondiale dei videogiochi: Ottumwa. Quando siamo arrivati in America, a dire il vero, non sapevamo neanche dove fosse: il nome era sconosciuto ai più.

Dopo un po' di domande abbiamo scoperto che non era sconosciuta la città, ma era sconosciuto il nome che noi pronunciavamo: infatti si dice Ottùmwa e non Òttumwa. Comunque, chiarito l'equivoco, ci prepariamo alla partenza.

Da San Francisco un volo aereo interminabile ci porta a Saint Louis, la città famosa per l'immenso arco sul fiume Mississippi, e anche per essere la città di Lindberg, il pilota dell'aviazione americana che ha trasvolato per primo l'Atlantico.

Da qui prendiamo un altro aereo per Des Moines, la capitale dello Iowa, lo stato famoso invece per le sue pannocchie giganti, dove si trova Ottùmwa.

All'aeroporto troviamo quattro ragazzi ad attenderci. Sono quattro tra i più bravi videogiocatori del mondo. Parlano velocemente e parlano ininterrottamente di giochi: si raccontano trucchi e strategie, si fanno domande su come superare situazioni critiche, si raccontano di quando hanno fatto il record-maratona del tal gioco e poi, naturalmente, ci fanno un sacco di domande. Sull'Italia, sui giochi italiani e sui campioni italiani.

Quando gli diciamo che anche qui da noi stiamo organizzando la selezione di una squadra italiana, si "gasano" ancor di più e sempre insistentemente ci fanno domande sulla difficoltà dei giochi, su quanti omìni danno in partenza e su come sono i record. Poi, molto sportivamente, uno di loro dice: «Be', vincerà il migliore».


Fa molto freddo e c'è neve dappertutto; dai sedili posteriori di una comoda Toyota seguiamo divertiti e stanchi le loro conversazioni mentre ci accompagnano per i 200 chilometri che ci separano da Ottùmwa.

Il motivo di questa nostra visita è, oltre alla curiosità per la fatidica capitale, quello di una premiazione. Il giorno dopo, alla presenza delle autorità cittadine, verranno premiati i migliori giocatori del 1983.

È un evento molto importante: tutti i ragazzi, arrivati dalle varie città americane, si fanno in quattro per fare gli onori di casa ed essere sicuri che tutto funzioni. Domani ci sarà anche la televisione a riprendere l'evento e tutti sanno che i loro volti andranno nelle case di milioni di americani (senza contare le migliaia di italiani che leggeranno questo articolo).

La prima notizia che ci viene comunicata trionfalmente il giorno dopo, è che il Miglior Giocatore dell'Anno è in realtà un trio: la giuria non ha potuto scegliere. Tim Collum, Bill Mitchell e Ben Gold sono tutti e tre dei campioni, hanno raggiunto punteggi da sogni, sono i più veloci joystick dell'anno.

È così che il sindaco li ha premiati: «La Camera di Commercio di Ottùmwa è lieta di congratularsi con Bill Mitchell e Tim Collum per essere stati scelti come Videogiocatori dell'Anno per il 1983 dalla squadra nazionale americana, dal Twin Galaxies International Scoreboard e dalla VIDION, l'associazione internazionale dei videogiocatori americani. Inoltre l'Associazione dei Costruttori di Apparecchi Ricreativi si congratula con voi per essere stati nominati Videogiocatori Straordinari dell'anno 1983 dall'International Scoreboard e dalla sala giochi Twin Galaxies di Ottùmwa, Iowa. Signori... Congratulazioni!»

Ben Gold purtroppo non era presente perché indisposto e la fama e gli onori sono andati ai soli Bill e Tim.

Nonostante entrambi sapessero già non solo di essere dei campioni, ma di essere i due più bravi al mondo, al momento della premiazione l'emozione era intensissima e davanti alle luci dei flash molto orgogliosi reggevano l'insigne riconoscimento, nonché i 500 dollari che, un po' meno entusiasticamente, hanno dovuto dividere in due.

INTERVISTA A TIM COLLUM E BILL MITCHELL

Quali sono i giochi di cui detenete il record mondiale?

Bill: Pac-Man e Ms. Pac-Man con i punteggi, rispettivamente, di 3.300.000 e 874.300; Donkey Kong con 909.000; Donkey Kong Jr. con 1.200.000; Centipede, con 25 milioni di punti. Il mio record di Donkey Kong Jr. ora è stato battuto, ma ho intenzione di riprovarci presto e riconquistare il primato.

Tim: I miei record invece sono Star Trek con 100 milioni; Congo Bongo con 883.000 e Star Wars con 80 milioni.

Quale di questi record strabilianti è stato il più difficile da raggiungere?

Bill: Il gioco più difficile, non solo come record da raggiungere ma anche come padronanza e sicurezza di gioco da imparare, è sicuramente Ms. Pac-Man. Per quel che riguarda la fatica impiegata nel raggiungimento del record, forse il peggiore è stato Centipede: per raggiungere il punteggio di 25 milioni ho dovuto giocare 47 ore di fila, e non è stato certo facile.

Tim: Star Trek è stato il più difficile da imparare, è stato difficile anche solo raggiungere la coordinazione. Ecco perché dopo un milione è più facile, ma molti non lo sanno.

Voi che giocate così tanto e passate ore nelle sale giochi, provate ancora piacere mentre giocate o giocate solo per superare un record dopo l'altro?

Bill: Tutto il divertimento e l'eccitazione viene proprio dal tentare di battere un record. Ogni volta che vado in una sala giochi mi concentro e gioco finalizzato a fare un record: batterne uno o migliorarne un mio precedente. È da ciò che viene tutto il divertimento.

Tim: In genere è divertente giocare, imparare un gioco nuovo, provare metodi diversi. Ma alle volte quando giochi in un campionato può succedere di dover fare delle cose perché non hai il tempo di farne altre, una specie di costrizione nel gioco, ma in generale è divertente.

Quando avete iniziato a giocare ai videogiochi, che cosa vi avete trovato e che cosa vi è piaciuto di più?

Bill: Ho iniziato a giocare per divertimento e dopo poco tempo ho realizzato che ero abbastanza bravo e che nessuno intorno a me riusciva a battermi. Non potevo credere che fossi il più bravo al mondo. Poi ho sentito parlare di Walter Day e dell'International Scoreboard e ho pensato che avrei potuto verificare quel dubbio e forse anche essere il pi bravo di tutti, perché nessuno poteva battermi. Dopo un po' ero uno di quelli che deteneva più record nel mondo e ho voluto essere il migliore.

Tim: Anche il mio inizio è stato simile. Ho iniziato a giocare e dopo poco ho scoperto che ero più bravo della maggioranza delle persone. Ma sono molto migliorato e ho anche molto imparato dai concorsi. Quando ho saputo del primo campionato ho detto "voglio vincerlo", ho iniziato ad allenarmi in funzione del campionato, quindi della vittoria. E così via di campionato in campionato, solo cambiando il gioco su cui di volta in volta mi dovevo cimentare.


So che prendete un po' di soldi quando vincete o le sale giochi vi finanziano. Ma pensate che si possa parlare per il futuro di un vero e proprio videogiocatore professionista?

Bill: Sì, probabilmente potremo, ma penso che ci voglia tempo. Un po' come il bowling: la gente ha iniziato a giocare e così si è diffuso, ma è passato del tempo prima che venissero riconosciuti dei giocatori professionisti. Credo anche che l'industria dovrebbe aiutare, anzi aiutarci, a diventare dei professionisti.

Volete dare ai lettori di Videogiochi qualche suggerimento particolare? Qualche trucco o consiglio?

Bill: Dovete essere molto pazienti. Ogni volta che nel gioco succede qualcosa, ogni volta che si perde una vita ricordatevi sempre il perché. Perché è successo? Se riesci a capire il perché, la volta dopo sei avvantaggiato. Ogni cosa che, nel gioco, agisce contro di te la puoi far agire in tuo favore, basta imparare il meccanismo che l'ha fatta accadere. Se sapere perché succedono, dipende da voi farle succedere oppure no.

Tim: Una delle cose migliori è guardare gli altri giocare e concentrarsi in quello che stanno facendo. Le persone migliori da guardare sono quelle che non sanno perché fanno delle mosse, o si comportano in modi molto diversi. Poi, ricordatevi di provare e riprovare anche perdendoci dei soldi e sbagliando apposta o provando a cambiare tattica. Molti non vogliono farlo e si concentrano solo sulla propria teoria, ma bisogna provarne molte per capire quale è la migliore e, alle volte, la migliore è proprio quella più difficile da scoprire, perché è la meno immediata.

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