I 30 segreti di Atari

L'articolo è tratto dalla rivista Computer Games n. 2 (maggio 1984) pp. 44-47, fonte: Retroedicola

[Il testo è stato revisionato sulla base dell'originale in inglese, leggibile sul sito Atari Museum.]

I 30 SEGRETI DI ATARI


Piccola guida ai misteri di una grande casa

di Steve Bloom

Nei suoi undici anni di storia, Atari è diventata una delle più grandi, maestose e influenti aziende. Ha avuto la sua parte di incredibili successi, ma anche di clamorosi fallimenti. Forse, più di ogni altra cosa, ha avuto i suoi segreti. E ne è molto gelosa. A un certo punto fu chiesto ai dipendenti di firmare contratti di «riservatezza» e furono adottate tessere magnetiche di riconoscimento per poter camminare lungo i corridoi dell'azienda. A parte le cartucce effettive, non si è mai saputo molto sui giochi Atari e sulle persone che li creano. Finora. Abbiamo intervistato dozzine di dipendenti della società, di adesso e del passato. Abbiamo garantito loro l'anonimato in cambio di un aneddoto, una curiosità, un «fatto mai sentito» che riguardi Atari. Da queste interviste sono stati tratti i segreti di Atari che pubblichiamo in esclusiva per la prima volta.


1.

Nolan Bushnell, padre e fondatore di Atari, in origine aveva chiamato la società Syzygy (che significa sole, luna e terra in eclissi totale) ma dovette ribattezzarla Atari perché esisteva già una società chiamata Syzygy.

2.

Sì è sempre creduto che Bushnell fosse l'autore di Pong, il primo gioco della Atari. In realtà la Magnavox aveva prodotto l'Odyssey 100, il primo sistema casalingo di videogames, che includeva un gioco molto simile a Pong, parecchi mesi prima dell'uscita di Pong nella sale giochi nel 1972. Anni dopo Bushnell ammise in tribunale di aver visto prima un prototipo di Odyssey. L'Odyssey 100 fu inventato da Ralph Baer.

3.

La Bally/Midway rifiutò il Pong di Bushnell quando le fu presentato nei suoi uffici di Chicago nel 1972. Bushnell se ne tornò in California e fondò la Atari.

4.

Dovendo scegliere tra Mappy e Pole Position, due creazioni per sale giochi della ditta giapponese Namco, la Bally/Midway sorprendentemente optò per Mappy. Atari si ritrovò con Pole Position, che sarebbe poi diventato il gioco più popolare nel 1983.

5.

Gravitar fu uno dei giochi arcade di minore successo. Infatti ben presto il programma fu rimosso dai cabinati, che vennero tutti convertiti in Black Widow.

6.

Mike Hally aveva progettato Gravitar. Recentemente si è riscattato come project leader per lo spettacolare Star Wars.

7.

Rick Maurer non ha mai più progettato altri giochi per Atari dopo Space Invaders per il sistema VCS. Si dice che abbia guadagnato solo 11.000 dollari per una cartuccia che ne ha fatti incassare più di 100 milioni.

8.

Al contrario, Tod Frye ha guadagnato circa un milione di dollari grazie alle royalties sul criticatissimo Pac-Man in versione VCS.

9.

L'uomo che portò Pac-Man alla Atari, Joe Robbins, ex-presidente della divisione coin-op, fu severamente rimproverato dall'amministratore delegato Ray Kassar perché aveva concluso l'affare con la Namco senza consultarlo. Sembra che Robbins fosse in Giappone in quel periodo per sistemare una faccenda legale con la Namco, e pare che la Namco stessa avesse posto l'acquisto dei diritti di Pac-Man come condizione fondamentale dell'accordo. Pac-Man non aveva ancora "decollato", ma quando lo fece la decisione istintiva di Robbins si dimostrò geniale e Pac-Man divenne la cartuccia più venduta nella storia della compagnia.

10.

E chi portò E.T. alla Atari? Nientemeno che il presidente della Warner Communication, Steve Ross. Era così convinto che E.T. possedesse le qualità giuste per diventare un videogioco che pagò una cifra incredibile a Steven Spielberg (si parla di 21 milioni di dollari!) per acquistarne i diritti. Il designer Howie Warshaw progettò il gioco in quattro mesi, di cartucce ne furono vendute solo tre milioni e Atari ben presto cominciò a parlare di perdite per milioni e milioni di dollari. In alcuni negozi in America E.T. è ora in vendita per non più di 5 dollari.

11.

Warshaw ha anche progettato le cartucce Raiders of the lost Ark e Yar's Revenge, quest'ultima concepita inizialmente come una versione su licenza del gioco arcade Star Castle. "Yar" non è altro che l'anagramma di Ray (Kassar).

12.

Uno dei primi giochi arcade popolari di Atari era Tank, che però non riportava il marchio Atari né sul cabinato né sullo schermo. Compariva invece il marchio "Kee Games", che era comunque di proprietà Atari (dal 1973 al 1978). Atari e Kee (da Joe Keenan, partner di Bushnell di lunga data) produssero giochi identici per far aumentare il giro di affari di Atari. Per esempio Spike (Kee) e Rebound (Atari) erano due giochi basati sulla pallavolo che uscirono a distanza di un mese l'uno dall'altro nel 1974.

13.

Tank fu progettato da Steve Bristow, che lavora ancora per l'azienda dopo tanti anni. Recentemente è stato messo a capo del progetto Ataritel, il programma di telecomunicazioni della Atari, il cui nome in codice è "Falcon".

14.

I nomi in codice sono sempre stati molto popolari alla Atari. Il sistema VCS era "Stella", il computer 400 "Candy", l'800 "Colleen", il 5200 "Pam". Tutti i nomi erano ispirati da un gruppo di impiegate "ben dotate", eccetto "Stella" che era una marca di biciclette.

15.

E poi c'era "Sylvia", il 5200 che non è mai esistito. "Pam" come tutti sanno era una versione ridotta del 400, programmata solo per i videogiochi. "Sylvia" doveva essere la risposta di Atari all'Intellivision e fu progettato molto prima di "Pam". Ma in seguito sorsero dei problemi, perché il 5200 era nato per essere compatibile con il VCS, cosa che limitava molto la grafica del nuovo hardware. Alla fine "Sylvia" uscì dalla finestra e "Pam" entrò dalla porta.

16.

Cosmos, l'esperimento di Atari con l'olografia, era un sistema di gioco a batteria che fu presentato con una conferenza stampa a New York nella primavera del 1980. Creato da Al Alcorn, Cosmos non fu mai più visto in seguito.

17.

Alcorn fu il primo ingegnere assunto da Bushnell. Il suo primo progetto fu Pong. Il secondo fu Space Race, precursore di Frogger.

18.

Un altro progetto annunciato fu il VCS "telecomandato". Essendo senza fili permetteva di giocare alla distanza di circa un metro dal televisore, senza dover armeggiare con la console. Anch'esso sparì misteriosamente dal catalogo Atari. (Nota: assomigliava molto all'Atari 5200).

19.

A nessuno della divisione coin-op Atari piacque Dig Dug, la prima importazione giapponese della società, tranne che a Brian McGhie, che adesso lavora alla Starpath. Fu McGhie ad aggiungere i ritocchi finali a Dig Dug. Il suo gioco più recente è Rabbit Transit.

20.

Quantum e Food Fight non furono progettati da Atari. Erano frutto del lavoro della General Computer Corporation di Cambridge, Massachusetts. La GCC entrò nel settore vendendo dei kit per accelerare Missile Command. Atari fece causa a GCC e si accordò per realizzare i giochi sopra menzionati.

21.

Tempest in origine doveva essere una specie di Space Invaders in prima persona. Poi Dave Theurer arrivò con l'idea dei tubi sullo schermo. Theurer aveva progettato anche Missile Command.

22.

I primi 200 esemplari di Asteroids erano in realtà dei Lunar Lander. Atari ci teneva così tanto ad Asteroids che tagliò la produzione di Lunar Lander - il primo gioco vettoriale di Atari - per inserire nei cabinati i primi duecento Asteroids, con gli artwork del precedente.

23.

Asteroids ha avuto due diverse "incarnazioni" prima di raggiungere il suo spettacolare successo. La prima, Planet Grab, era semplicemente una caccia ai pianeti ed era sufficiente toccarli con la navicella spaziale. La seconda versione, Cosmos, prevedeva la distruzione dei pianeti e la lotta con altre navicelle, tipo Space Wars. Solo in Asteroids, che uscì due anni dopo, l'ingegnere di Atari Lyle Rains introdusse il concetto delle "rocce fluttuanti".

24.

Molti dipendenti Atari, presenti e passati, mettono in dubbio l'affermazione di Rains di essere l'unico progettista di Asteroids. Si dice che la vera mente di questo gioco sia il suo programmatore, Ed Logg, autore anche di Centipede e Millipede.

25.

Uno dei giochi di Ed Logg che non è mai stato distribuito nelle sale giochi è Maze Invaders.

26.

Ed Rotberg, programmatore di Battlezone, lasciò Atari dopo essere stato costretto a modificare il suo gioco secondo le direttive dell'Esercito americano. Conosciuto con il nome di Mk-60, questo gioco includeva 30 varianti, aveva un sistema di manovra più agile, lo zoom, e proponeva la simulazione di una battaglia tra carri armati americani e russi. Veniva venduto per 30.000 dollari.

27.

Rotberg fondò, insieme ad altri due ingegneri della Atari, Howard Delman e Roger Hector, una società chiamata Videa, che è stata acquistata non molto tempo fa da Nolan Bushnell per più di un milione di dollari. Il nome fu cambiato in "Sente Technologies".

28.

Il presidente della Apple Computers, Steve Jobs, inizò la sua carriera alla Atari. Si dice che andasse in giro a piedi nudi e che li mettesse ben sporchi sulle scrivanie dei dirigenti, parlando in continuazione del suo progetto di andare in India per incontrare un guru. E lo fece, ma prima di lasciare Atari progettò Breakout.

29.

Prima di lasciare Atari, i designer Al Miller, David Crane, Larry Kaplan e Bob Whitehead lavoravano sui giochi che più tardi sarebbero divenuti cartucce della Activision. Dragster di Crane era uno spin-off del coin-op Atari Drag Race e Kaboom di Kaplan si basava sull'originale Atari Avalanche.

30.

Warren Robinett, stanco della politica Atari che non permetteva ai progettisti di firmare i giochi con il proprio nome, decise di inserirlo lo stesso in una parte nascosta di Adventure, la sua creazione. Non ne fece parola nemmeno con i colleghi, per paura che la cosa gli causasse dei problemi. Finché un ragazzo di 12 anni a Salt Lake City non scoprì la stanza segreta in cui era scritto: "Creato da Warren Robinett". Con sua grande sorpresa, Robinett non ebbe alcun rimprovero da Atari. Anche lui lasciò l'azienda poco dopo.

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