20 febbraio 2015

Il futuro dei computer

L'articolo è tratto dalla rivista Zzap! n. 21 (marzo 1988) pp. 35-39, fonte: Zzap.it

[Un articolo piuttosto anomalo per Zzap!: un interessante testo sul rapporto tra cinema e computer proveniente dall'edizione inglese. Rispetto alla versione pubblicata ho corretto alcuni errori (soprattutto nomi di attori) e aggiunto le date di ogni film presentato, ma la sostanza rimane identica. Sono stati aggiunti anche i link a IMDB per ogni titolo di film, regista o attore citato, per facilitare le ricerche. Relativamente a questo tema segnalo, per chi volesse approfondirlo, un episodio del podcast Archeologia Informatica.]

IL FUTURO DEI COMPUTER


Con il progredire della tecnologia, i computer vengono usati per applicazioni sempre più insolite e originali. Chi avrebbe mai pensato che i computer sarebbero stati usati per colorare i vecchi film in bianco e nero o per indicare all'automobilista la strada più veloce per arrivare a destinazione? Che cosa riserva il futuro dei computer?

ZZAP! riesamina per voi alcune delle predizioni viste nei film di fantascienza degli ultimi 32 anni. Alcune idee sembrano abbastanza plausibili, altre completamente assurde... o no?

Giochi Stellari (1984) è interessante perché in esso un computer agisce da talent scout. I giochi arcade "Last Starfighter" sono distribuiti in tutto il mondo e vengono giocati da milioni di smaniosi videogiocatori. Costoro però non sanno che il gioco è la simulazione di una vera battaglia spaziale. Quando Alex Rogan (Lance Guest) frantuma il record del mondo e finisce il gioco, viene teletrasportato nello spazio e convinto a unirsi al Corpo degli Starfighter per partecipare a una guerra stellare!

Alex Rogan (Lance Guest) esegue i suoi esercizi pre-partita in Giochi Stellari

In Blade Runner (1982) di Ridley Scott, ambientato nel 2019, i computer vengono utilizzati per condurre indagini criminali. Harrison Ford interpreta la parte di Rick Deckard, un investigatore privato del futuro a cui viene affidato il compito di ritrovare cinque replicanti - esseri umani prodotti con processi di ingegneria genetica. Deckard ha un computer Voight-Kampff che usa per scoprire i replicanti, tramite la rilevazione di assenza di emotività in risposta a domande predeterminate, e un computer di casa capace di dividere in sezioni e ingrandire immagini olografiche.

In Blade Runner un home computer esamina le immagini olografiche

In modo abbastanza simile, Robocop (1987) utilizza un potente computer per identificare un sospetto. Dopo aver fatto una fotografia dell'individuo sospetto, Robocop (Peter Weller) invia l'immagine al computer della Questura che identifica l'individuo dividendo la foto in quattro parti - capelli, occhi, naso e bocca - e cercando nel suo archivio di identikit la combinazione che meglio combacia con quella inviata da Robocop.

Spesso i computer sono esecutori di complesse mansioni nel settore della medicina, come nei casi dell'unità diagnostica di Alien (1979) e del computer usato in Atmosfera Zero (1981) per determinare il tipo di droga preso dagli uomini che vivono nella colonia mineraria di Io. Dopo alcune brevi istantanee di modelli molecolari tridimensionali in continuo mutamento, l'unità visualizza la struttura molecolare della droga e la sua formula chimica: un compito complesso, ciò nonostante una concepibile espansione della tecnologia odierna.

Anche nel thriller tecnologico di Robert Wise, Andromeda (1971), viene impiegato un computer per eseguire ripetitive funzioni di ricerca. Una sonda spaziale di ritorno sulla Terra porta con sé un mortale virus e viene assegnato a un laboratorio segreto il compito di trovarne l'antidoto in una frenetica corsa contro il tempo. I computer vengono usati per controllare gli effetti di diversi elementi chimici sul virus, che viene alla fine circoscritto e distrutto.

Le capacità del computer di trattare un'enorme mole di dati sono spesso riconosciute dai cineasti. In un remake di un vecchio film del 1958, La mosca (1986), il regista David Cronenberg utilizza un enorme computer per organizzare e coordinare l'immensa quantità di dati necessari per la smaterializzazione e materializzazione dell'eccentrico scienziato interpretato da Jeff Goldblum. L'ultima scena contiene addirittura immagini grafiche create con un Atari ST per dare una sensazione di maggiore credibilità.

Questo tema è esasperato al massimo in Tron (1982): Flynn (Jeff Bridges) viene "letto" da un laser, ridotto a una serie di dati e ricostruito dentro un computer intelligente dotato di personalità malvagia, rappresentata dal maligno Master Control Program, interpretato efficacemente da David Warner. Molte delle scene raffiguranti il paesaggio elettronico furono create, abbastanza logicamente, con tecniche di computer graphics, dando al film una prerogativa strana, non di questo mondo, e proprio per questo mai vista prima.

All'interno dell'MCP, Flynn (Jeff Bridges) parla con RAM (Dan Shor)

I computer vengono sempre più usati come interpreti per superare le barriere linguistiche tra le razze e, come in film quali Incontri ravvicinati del Terzo Tipo (1977), anche tra le specie. La prima conversazione interattiva tra il genere umano e dei visitatori alieni viene eseguita sotto gli auspici di un potente computer, il quale interpreta e risponde agli stimoli uditivi e visuali provenienti dall'astronave aliena.

La comunicazione tra uomo e computer viene spesso ottenuta con il metodo ormai standard di attivazione vocale. Il passo successivo sembra quindi essere il collegamento diretto via sistema nervoso. Un esperimento di questo genere fu eseguito su George Segal in L'uomo terminale (1974). In questo film dei terminali elettronici controllati da un computer vengono inseriti nel cervello di Segal per dominarne i comportamenti violenti. Sfortunatamente, egli diventa "assuefatto" ai segnali inviati per cancellare i suoi impulsi naturali e, esasperato dalle sensazioni che prova, si scatena in una serie di violenze e omicidi.

Forse la massima espressione del tema della comunicazione tra uomo e computer è il collegamento via pensiero. Clint Eastwood scopre che deve pensare in russo per controllare il super aereo Firefox (1982) nel film omonimo. Egli accede a tutte le funzioni secondarie dell'aeroplano semplicemente "pensando" il comando richiesto. Dei rilevatori inseriti dentro il casco amplificano e trasferiscono i minuscoli segnali, li interpretano e attivano l'apparecchiatura specificata, lasciando il pilota libero di eseguire il difficile compito di guidare il jet MACH 5.

Il trasferimento del pensiero è anche un tema di un classico degli anni Cinquanta, Il pianeta proibito (1956) di Fred Wilcox. Un gigantesco computer alieno (a forma cubica, con lati che misurano 20 miglia) rileva i pensieri e le paure subconscie del Dottor Morbius, arenatosi su un pianeta sconosciuto, e li traduce in un'entità fisica: il mostro dell'Id.

Un'idea interessante e neanche troppo tirata per i capelli è quella esplorata in Brainstorm: generazione elettronica (1983) di Douglas Trumbull. Emozioni ed esperienze umane vengono interpretata da un computer, registrate su nastro e "riprodotte". Il sistema viene usato da una scienziata, colpita da un attacco cardiaco mentre si trovava da sola in ufficio: la macchina registra la sua agonia, efficacemente, ma fugacemente rappresentata da alcuni incredibili effetti speciali.

I computer utilizzati per pianificare strategie militari non sono una novità. In un film di Ken Russell del 1967, che è l'adattamento di un romanzo di Len Deighton, Il cervello da un miliardo di dollari, abbiamo uno dei primi esempi di questo utilizzo. Uno psicopatico petroliere texano ha fatto costruire un enorme super computer perché funzioni da "mente" di un progetto da lui voluto, che mira a distruggere il comunismo nel mondo. Michael Caine, nella parte di Harry Palmer per la terza e ultima volta, riesce a ostacolare tale progetto. Al giorno d'oggi, l'enorme set in cui tecnici in camice bianco indaffarati attorno a un computer Honeywell delle dimensioni di un armadio a muro fa quasi ridere, ma al tempo la tecnologia era allo stato dell'arte.

Ed Begley mostra a Michael Caine il suo megacomputer

Un altro computer strategico-militare appare in WarGames (1983), film interpretato da Matthew Broderick nei panni di un adolescente che riesce a entrare, via modem, nel sistema di allarme nucleare del Pentagono. Pensando che si tratti di un gioco, il ragazzo prende le parti dei russi e lancia un attacco nucleare. Il computer crede sia un attacco vero e tenta di rispondere con un controlancio di missili nucleari! Anche se il film è un po' un fumettone, viene da pensare a quello che potrebbe succedere nella realtà.

La tecnologia fa un passo in avanti in Dark Star, la stupenda commedia macabra del 1974 di John Carpenter, che documenta le grottesche vicende di quattro annoiati che per vent'anni hanno attraversato la galassia distruggendo i pianeti instabili con bombe termostellari intelligenti. Per un banale incidente fallisce il lancio di una bomba, la quale resta nel portello di lancio rifiutandosi di disattivarsi. Alla fine, un membro dell'equipaggio deve andare giù nel portello per cercare di convincere la bomba a non esplodere...

L'ostinata Bomba 20 di Dark Star

Fin da quando è stata concepita l'intelligenza artificiale, i computer sono spesso afflitti da tendenze megalomani e non è strano vedere civiltà del futuro governate da controparti digitali. In Zardoz (1974) di John Boorman un computer funge da governante di due diverse culture umane nel mondo del 2293: fornisce armi alla fazione barbarica e preserva le memorie e le esperienze del gruppo più avanzato, di conseguenze rendendo i suoi membri immortali. Presentato come un sistema estremamente avanzato, il congegno è costruito su un enorme cristallo di diamante che immagazzina l'immensa quantità di dati sotto forma di modelli di luce rifratta.

Anche nel primo film di George Lucas si narrano le vicende di un popolo controllato da una macchina. THX 1138 (1971) descrive la vita a cui appartiene THX 1138 (poiché i bambini vengono prodotti via provetta invece che in modo naturale i codici di registrazione hanno sostituito ormai da tempo i nomi e cognomi, così da rendere più facile l'identificazione). Anche se non si vedono vere macchine, l'ambiente ordinato e asettico è trasmesso magnificamente. Delle guardie-robot controllano gli abitanti e la fuga di THX ha buon esito solo perché il computer principale decide che il budget stanziato per la sua cattura si è esaurito.

Colossus: il progetto Forbin (1970) narra della produzione e gestione del più grande computer mai costruito: Colossus. Disegnato per gestire la difesa di gran parte del mondo occidentale, la macchina comincia a manifestare tendenze megalomani. Avendo sotto controllo qualunque sito nucleare (l'estesa rete comunicativa di Colossus è collegata all'equivalente computer russo) Colossus ha nelle mani - o meglio nei chip - il controllo del mondo intero. Il genere umano (rappresentato dal tormentato personaggio di Forbin) non può fare altro che accettare il suo nuovo padrone. Colossus viene raffigurato come un'immensa rete di terminali e monitor, secondo la tecnologia di allora. Crescendo in intelligenza e potenza, Colossus propone la costruzione di interfacce vocali, nonché una lugubre voce metallica per sé stesso; in seguito, quando gli viene chiesto qual è la macchina più potente al mondo, Colossus risponde che quell'onore spetta alla macchina che lui sta attualmente progettando!

Dave Bowman (Keir Dullea) rimuove i circuiti della memoria centrale di Hal in 2001: Odissea nello spazio

Il tema di un computer intelligente che impazzisce viene raccontato in modo geniale nel film 2001: Odissea nello spazio (1968) di Stanley Kubrick. Il successo della missione americana su Giove si basa principalmente sul computer di bordo, della serie HAL 9000. HAL controlla tutte le funzioni dell'astronave Discovery e trova anche il tempo per intrattenere i due unici astronauti coscienti, Dave Bowman (Keir Dullea) e Frank Poole (Gary Lockwood). HAL ubbidisce a comandi vocali e risponde con una calda voce maschile. È inoltre capace di "vedere" usando numerose lenti rosse posizionate all'esterno e all'interno dell'astronave.

Il centro nervoso di HAL sta per essere disattivato

Avendo ricevuto degli ordini segreti che contraddicono il suo fragile codice etico, HAL decide che la missione è troppo importante per essere lasciata nella mani degli umani e immediatamente uccide gli scienziati in animazione sospesa e il co-pilota. Dopo aver recuperato il corpo del suo compagno, Dave Bowman ritorna all'interno dell'astronave e comincia a disattivare le funzioni "intelligenti" di HAL in quella che è una delle scene più strazianti del film. Una versione riveduta e aggiornata di HAL appare nel seguito, 2010: L'anno del contatto (1984). Il computer, che questa volta si chiama SAL 9000, ha una suadente voce femminile e delle lenti blu invece che rosse!

Il dottor Chandra (Bob Balaban) riprogramma HAL in 2010: l'anno del contatto

Un altro computer con iniziative personali è la costruzione geodetica che affianca Julie Christie nel film Generazione Proteus (1977). All'enorme computer viene affidato il controllo della casa e qui comincia a sviluppare una sua propria personalità. Alla fine concepisce un piano che è un esempio piuttosto sconvolgente dell'interfaccia tra esseri umani e computer, e cioè un congegno che feconda Julie Christie, la quale dà alla luce una creatura piuttosto insolita...

Terminator (1984) di James Cameron narra di uno squallido futuro nel quale i computer e le macchine governano gli esseri umani, caduti al livello di schiavi. Arnold Schwarzenegger è Terminator, un cyborg che viene inviato indietro nel tempo per assassinare Sarah Connor (Linda Hamilton), il cui figlio guiderà la resistenza umana del futuro. Michael Biehn è Kyle Rees, un membro della resistenza inviato anche lui nel passato per proteggere Sarah. «I computer sono diventati intelligenti» racconta Kyle, «e hanno fatto scoppiare la guerra perché ci vogliono tutti morti...»

Terminator (Arnold Schwarzenegger) inquadra nel suo mirino la fuggiasca Linda Hamilton

La definitiva estensione logica del computer intelligente è proposta in Star Trek (1979). La sonda spaziale Voyager viene individuata da una specie aliena avanzata che discende da antenati elettronici. Pensando che la piccola astronave sia uno dei loro predecessori, gli alieni costruiscono intorno al Voyager un gigantesco sistema computerizzato per consentirgli di continuare con la massima efficienza la sua missione esplorativa. Anche qui l'intelligenza della macchina aumenta fino al punto in cui si pone le domande primordiali: «Chi sono, perché sono qui, da dove vengo?»

L'entità ricorda il suo compito spaziale: mandare segnali al pianeta Terra. Credendo che il suo "creatore" risieda sulla Terra, il Voyager inverte la rotta per ritornare al suo pianeta natale, dove infine si "fonde" con gli esseri umani (il capitano Decker e l'ufficiale scientifico Ilia) per trascendere la sua forma vitale puramente logica e raggiungere una nuova elevata essenza. Ciò rappresenta la definitiva evoluzione dei computer: poteri deduttivi quasi infiniti più l'abilità di prendere decisioni emotive sull'universo e agire di conseguenza.

A conclusione, si può affermare che le fantasie visionarie dei cineasti e degli sceneggiatori possono aiutare a ispirare e a guidare quelli che hanno l'abilità tecnica per avverare il potenziale dei computer. Troppo spesso, infatti, l'immaginazione è frustrata dai limiti della tecnologia.

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