"Se non ti piace il film..." (Tuttolibri, 13 dicembre 1980)

di Andrea Pachetti

L'articolo del 1980 che andiamo a presentare ricorda all'inizio l'impostazione di "E il ping-pong fece fuori il TG", con una contrapposizione tra i classici programmi tv e il nuovo uso del mezzo televisivo, da destinare all'interattività dei videogiochi; in ogni caso l'attenzione dello scritto si sposta successivamente sulla novità del momento, cioè i vari "portatili" disponibili per gli acquisti natalizi.

Si tratta di uno dei primi momenti in cui il supplemento Tuttolibri della Stampa si è occupato del tema videoludico, con questo frammento attribuibile con tutta probabilità all'importante firma di Giampaolo Dossena, allora curatore della pagina dei giochi. Come si noterà, Dossena scrive anche una breve difesa  del videogioco, di fronte a certi attacchi tipici da "moral panic".

La lista dei giochi elettronici portatili che sono descritti nell'articolo è la seguente:

 Titolo  Produttore  Prezzo in Lire  Euro 2020 
 Wildfire  Editrice Giochi   64.000  147
 (Pocket) Simon  Milton Bradley  29.900  69
 Electronic Master Mind   Invicta  43/49.000  99/113
 Logic 5      Milton Bradley  39.000  90
 Sector  Editrice Giochi  72.000  166
 Stop Thief  Editrice Giochi  56.000  129
 Major Morgan   Milton Bradley  19.900  46

Questo invece il testo completo:

Non nei negozi di giocattoli, bensì nei negozi di televisori si comprano le apparecchiatura da applicare al piccolo schermo per fare in casa i giochi che al bar si fanno coi videogiochi, coi "flipper della seconda generazione". Nella serie "Microvision" della Milton Bradley si è già arrivati a farli tascabili.

C'è un problema. Flippers è videogiochi sono malvisti da tutti, a cominciare dai "genitori democratici". Hanno votato contro anche il "Times" (29 novembre u.s.) per bocca di Nicholas Wapshott e "Repubblica" (4 dicembre) per bocca di Giovanni Gandini. Entrambi questi autorevoli critici di soffermano in particolare su "Space Invaders", dove il giocatore deve opporsi a un'invasione di marziani, di "invasori venuti dallo spazio". Wapshott sostiene che "Space Invaders" è distribuito dai marziani veri, per rincretinirci tutti e poterci poi invadere senza colpo ferire. Gandini dice che i marziani sono amici dei baristi.

La verità è ben altra. In termini tecnici tutti i video giochi si basano sulla prontezza dei riflessi: si è sempre sconfitti dopo una certa età. In termini filosofici, se comanda Alarico la cosa migliore e ritirarsi a Ravenna ad allevare galline. Se assediano Bisanzio la cosa migliore è chiudersi in cantina a parlar di teologia. Se dobbiamo essere invasi dai marziani, la cosa migliore è farci trovare intenti a un videogiochi. In termini pratici, fra questi giochi si può attuare qualche scelta, anche per i modo di giocarci.

Per esempio il flipper quasi tascabile che si chiama "Wild Fire" (Editrice Giochi, L. 64.000) si può giocare in modo taoista. Date l'avvio alla pallina e lasciate che segua da sé il percorso deciso dal destino. Assisterete a un piccolo spettacolo da "guerre stellari" e forse farete più punti che non azionando nevroticamente i pulsanti.

Questo piccolo flipper è anche un delizioso soprammobile da accarezzare passandogli vicino. Un altro soprammobile di cui non s'è ancora detto tutto il bene possibile è il "Simon" miniaturizzato (Milton Bradley, L. 29.900). Il suo posto giusto è vicino al telefono. Si rivela prezioso quando la cornetta ripete «stiamo lavorando per trovare il vostro taxi» oppure «siete in attesa di essere collegati con il numero richiesto». E questo è un elettronico che richiede attenzione e memoria, non prontezza di riflessi. Qui Wapshott, Gandini e coetanei possono battere i bambini.

Ancor più adatta per l'età matura o calante sono i due collaudatissimi, quasi classici, "Electronic Master Mind" (Invicta, due edizioni da L. 43.000 e L. 49.000) e "Logic 5" (Milton Bradley, L. 39.000). Favoriscono un raccoglimento meditativo, sono rosari laici, mulini da preghiera tibetani.

Fuor dal campo dei solitari, giochi elettronici collaudati, di validità garantita, ce ne sono solo due: "Sector" e "Stop Thief" (Editrice Giochi, L. 72.000 e L. 56.000). Il primo è una battaglia navale col sottomarino che si sposta, difficile da localizzare, e dotato di siluri che possono mandare in avaria i mezzi di superficie che gli danno la caccia. Il secondo è una caccia al ladro: un ladro anche lui da localizzare, sulla base del rumore dei passi, delle porte cigolanti, dei vetri infranti. L'arrivo della pantera e dell'autoambulanza a sirene spiegate è di un divertimento che resta forte tutte le volte.

I grandi elettronici, per scacchi, dama, backgammon e bridge, sono ancora in fase sperimentale, sia dal punto di vista tecnico, sia dal punto di vista economico. Aspettate fra qualche Natale. Funzioneranno meglio e costeranno di meno.

Il giocattolo elettronico più natalizio che ci sia è un organo elettrico tascabile, "Major Morgan" (Milton Bradley, L. 19.900). Potete suonare subito Jingle Bells e tutto quello che volete, ha due ottave. Consuma pochissime pile.

Commenti

  1. Carino anche questo articolo! Il grande Dossena - ammesso fosse lui - mostrava tutto il suo spirito finemente ironico e un'apertura mentale nei confronti del mondo videoludico davvero notevole. Qui parliamo soprattutto di handheld, per cui niente console o cabinati arcade, e men che meno videogiochi: è il panorama variegatissimo - dal board game elettronico all'organetto portatile - di quella che possiamo definire "elettronica da intrattenimento".

    Il gioco Stop Thief negli Stati uniti ha avuto grande successo e un suo seguito negli anni, al punto che qualcuno ha pensato di farne una campagna kickstarter riproponendolo modernizzato, con una app al posto della parte elettronica a pile della versione fine Seventies. Qui la pagina wiki sull'originale: https://en.wikipedia.org/wiki/Stop_Thief. Qui il remake a 35 dollari / 47 euro :( su Amazon: https://restorationgames.com/stopthief/ . Comunque il confronto fra vecchio e nuovo, per i miei gusti, si risolve decisamente a favore del primo, col suo fascino retro assolutamente irresistibile: http://pinco11.blogspot.com/2018/05/stop-thief-1979-2017-vetust-games-restoration-gioco-societa.html . La città quadrettata è molto vintage e il "minicomputer" incluso nella versione 1979 fa tantissimo Spazio 1999!

    Non ho trovato online informazioni sulla versione italiana... esisteva? Strano che un gioco complesso come questo non fosse localizzato, specialmente nel 1980.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma intendi la "versione italiana" di Stop Thief? Nel link che indichi ci sono alcune foto della versione tutta in italiano della Editrice Giochi. Attualmente un esemplare completo è in asta su ebay, ci sono anche tutte le foto delle pedine e del vario materiale di gioco.

      Elimina
    2. Grazie Andrea, l'ho trovato... sono rimasto fuorviato dal fatto che nell'articolo segnalato le foto erano un po' miste italiano e inglese e alla fine diceva che esisteva solo l'edizione inglese, ma si riferiva al rifacimento recente! Peccato che quello del 1979 in Ebay costi così tanto :(

      Elimina
  2. A me di questo articolo colpiscono due cose: la prima è che il panorama dei giochi elettronici in quel periodo era molto vasto e poteva accontentare ogni gusto... Io mi ricordo che più o meno tutti in classe alle elementari avevamo uno di questi "giochini" portatili, anche se poi gran parte delle scelte si spostarono verso quelli a cristalli liquidi di Nintendo, o di altre marche meno famose e costose. Questi giochi da tavolo elettronici non li ho mai visti, ma mi ricordo bene di quello con i quiz che veniva pubblicizzato anche su Topolino. E anche la battaglia navale elettronica con gli spot che andavano in televisione.

    La seconda cosa che mi colpisce sono i prezzi, che vengono riportati alle cifre in Euro. Sembrano costi abbastanza alti per una famiglia media per pensare a un regalo da fare ai figli. Capisco perché si regalavano solo a Natale.

    Gabriele

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Riguardo le cifre hai certamente ragione. Potresti tranquillamente estendere il discorso anche alle cartucce per videogiochi dei vari Atari e Intellivision, negli anni immediatamente successivi: se era possibile trovare un prezzo medio di circa 49 mila lire, le ultime novità, i giochi del momento e quelli più desiderati potevano arrivare tranquillamente anche a 80-90 mila lire, cifre molto "importanti" da spendere.

      Elimina

Posta un commento