Analisi e ricerche

Enrico Bianchi, i videogiochi di Super G a Tandem
«Tandem è stato un programma davvero innovativo sotto diversi punti di vista e, per molti giovani degli anni Ottanta, il primo vero contatto con il mondo della tecnologia e l'innovazione, andando ad occupare una sezione del palinsesto (il primo pomeriggio) tradizionalmente dedicata alla tv per i bambini.»
"I Computer Games" di Piero Schiavo Campo e Carlo Tibaldi (Supernova, 1985)
«l'intuizione più felice dei due autori fu quella di compiere un'analisi dei vari generi allora presenti nel campo dei videogames, dividendo quelli più legati all'azione e all'uso dei riflessi dagli altri che, invece, richiedevano maggiore strategia e riflessione.»
I giochi italiani della Sipe, Damiano Fabbri e Alberto Geneletti
«Non è nostra intenzione in questo contesto fare analisi e considerazioni sulla storia della pirateria, quanto piuttosto notare alcune delle produzioni originali che sono state pubblicate dalla Sipe all'interno delle proprie collane: queste, pur rappresentando un'eccezione, rivelano delle caratteristiche interessanti che meritano attenzione.»
Giorgio Pezzin: i video-invasori, l'informatica e l'Atari
«A uno sguardo superficiale, le storie Disney risultano immerse in un non-tempo eterno in cui ogni dinamica rimane immutabile. La realtà è invece molto diversa, soprattutto andando a considerare ciò che è stato realizzato in Italia. Il settimanale Topolino è sempre stato molto attento ai cambiamenti sociali, culturali e tecnologici avvenuti nel nostro Paese, così come alle mode e alle tendenze del momento.»
L'Atari e la Melchioni, intervista a Giovanni Capparella
«Per ripercorrere i primi passi della console VCS nel nostro Paese, presentiamo un'intervista a Giovanni Capparella, product manager per la divisione videogames e home computer della Melchioni durante i primi anni Ottanta; secondo le parole della rivista Computer Games, colui che si è occupato "in prima persona del lancio dei prodotti Atari in Italia".»
L'Imagic e l'Audist, intervista con Flavio Fellah
«Dopo aver commentato, assieme a Francesco Carlà, l'evoluzione delle riviste di videogiochi e dei programmi televisivi tematici nel nostro Paese durante gli anni Ottanta, riteniamo altrettanto interessante indagare sui distributori, cioè le aziende hanno permesso al pubblico italiano di fruire dei prodotti sviluppati negli Stati Uniti durante il primo effettivo "boom", quello che si è poi chiuso bruscamente con il "videogame crash del 1983".»
Una conversazione con Francesco Carlà
«I commenti e le analisi tendono spesso a limitarsi al periodo della Simulmondo, ignorando o minimizzando i fatti antecedenti e l'importanza che hanno rivestito per l'affermazione la cultura dei videogiochi nel nostro Paese. Per questo la conversazione che segue tende a focalizzare la sua attenzione su altri temi: gli articoli per le riviste, i programmi televisivi, il Futurshow e tutto ciò che è servito a diffondere la conoscenza videoludica in Italia presso il grande pubblico.»
Intervista a Luca Novelli, i computer e l'informatica per ragazzi
«Per la loro qualità intrinseca e per il successo editoriale dell'operazione, sono da ricordare però soprattutto i quattro volumi dell'autore e illustratore Luca Novelli, pubblicati tra il 1983 e il 1985. In particolare Il mio primo libro sui computer, uscito nell'agosto del 1983, ebbe numerose ristampe, la pubblicazione negli Stati Uniti a opera di Microsoft Press e in altre 16 lingue.»
Atari, E.T., Alamogordo, Microsoft e il seguito della storia...
«Alcuni particolari sull'entità numerica della dismissione sono poi arrivati da una recente intervista a James Heller, che si era occupato dell'operazione su richiesta dell'Atari. Gli era stato chiesto di liberarsi, il più velocemente ed economicamente possibile, di 750.000 cartucce gioco, un numero certamente ragguardevole ma che è ben distante dai milioni di cui parlava la leggenda.»
Atari, E.T., Alamogordo, Microsoft e i problemi legati alla verità storica...
«L'unione tra l'abitudine consolidata di Atari a interrare le produzioni in eccesso e il clamore suscitato dall'insoddisfazione dei giocatori nei confronti di E.T. ha fatto poi nascere la leggenda urbana dei milioni di cartucce del piccolo extraterrestre seppellite ad Alamogordo, in New Mexico»
"Chip" (1984), trasmissione Rai dedicata all'informatica
«Chip, trasmissione del TG 2 dal sottotitolo "quando il piccolo è... grande" andò in onda per cinque lunedì consecutivi, dal 17 settembre al 15 ottobre 1984, dopo il telegiornale serale: a cura di Stefano Gentiloni e Giancarlo Monterisi, condotta dallo stesso Gentiloni con Patricia Pilchard, per la regia di Luciana Veschi»
"Radiotext", software italiano via radio
«Radiotext viene annunciato dal giornalista Gianni Rossi sul n. 19 del Radiocorriere TV con enfasi come la "mezz'ora di microtelematica" all'interno di Un certo discorso, andando a collocarsi alle 16 di ogni venerdì, per essere replicata ogni domenica seguente alle 14»
La storia delle riviste di videogiochi
«La redazione era formata dal nucleo storico dello Studio Vit guidato da Riccardo Albini, che lascerà nel corso degli anni una traccia indelebile in questo mercato creando alcune delle riviste più importanti dal punto di vista storico, cioè Zzap!, K e Zeta»

Presentazione (marzo 2014)

di Andrea Pachetti

In questa serie di articoli mi propongo di analizzare vari temi della storia dei videogiochi e dell'informatica personale: di volta in volta l'argomento potrà essere una singola software house, un certo autore, un film o una trasmissione televisiva legata ai videogame, oppure qualunque altro spunto ritengo possa essere interessante per dare uno sguardo finalmente approfondito all'idea che questo sito ha cercato di sviluppare (in piccolo) sin dall'inizio.

È con un certo rammarico che aggiungo un "finalmente" alla frase precedente: ancora oggi, almeno per quanto riguarda l'Italia, la ricerca storica online in ambito videoludico è davvero poca cosa, e si basa troppo spesso su pochi dati empirici, sulla limitata esperienza del singolo, sul ricordo personale e il fattore nostalgia: senz'altro tutte cose interessanti per il folklore, ma che si contrappongono a un qualunque tentativo di analisi oggettiva e, perché no, scientifica della questione.

Con tutta la modestia del caso inizio dunque questo nuovo lavoro, esponendo anche la metodologia con la quale ogni documento verrà pubblicato: da una parte si farà una certa attenzione al lessico, senza ricorrere però a perifrasi inutili, tipiche delle analisi "ufficiali", capaci di rendere ogni testo paludato e noioso. L'eccesso di jargon serve spesso solo a far gongolare l'egocentrismo di chi scrive, piuttosto che comunicare realmente qualcosa al prossimo.

Saranno inoltre specificate con attenzione tutte le fonti primarie utili all'esposizione: gran parte di ciò che si trova in Rete (da Wikipedia a scendere) è la somma di una serie infinita di copia/incolla quasi mai verificati, che privilegiano la quantità di informazioni a scapito della qualità. Citare esplicitamente ogni documento che si prende in esame dovrebbe invece essere la base di ogni analisi con vaghe ambizioni di serietà.

Cercherò di evitare per quanto possibile le note numerate a piè di pagina, utili in un testo stampato ma che appesantirebbero troppo la lettura in un contesto come questo: sarà sottinteso che ogni frase citata e ogni fatto descritto potranno essere verificati in almeno uno dei riferimenti posti al termine del documento.

Ovviamente non potrò sottrarmi da un ulteriore giro di copia/incolla, di fraintendimenti e di mancate attribuzioni, come già avvenuto in passato: proprio per questo, come dicevo all'inizio, l'attenzione sarà su piccoli temi estremamente circostanziati nel tempo e nello spazio, riservando una trattazione organica ad altri tipi di mezzi, certamente non legati alla lettura online.

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