22 novembre 2013

Mangia (Spectravision, 1983)

di Andrea Pachetti

Titolo completo: Mangia (Mangia')
Software house: Spectravision/Spectravideo
Anno di pubblicazione: 1983
Hardware: Atari VCS
Genere: Weird

Gli stereotipi sono spesso pericolosi quando si parla di gruppi di persone, ma diventano utili soprattutto dal punto di vista sociologico, per comprendere in che modo possa ragionare la "pancia" della gente.

Limitandoci al caso italiano, gli stereotipi possono rimanere innocui fino a che si utilizzano per caratterizzare una città o una regione per sfottò campanilistici, secondo i quali per esempio i liguri sono degli avari scostanti, i lombardi degli automi fissati col lavoro incapaci di godersi la vita, i toscani degli egocentrici litigiosi e i napoletani degli incuranti scansafatiche.

Chiunque appartenga a uno dei summenzionati gruppi potrà offendersi ascoltando ciò, o piuttosto sorridere se vengono detti con divertita e consapevole leggerezza. Il problema giunge scontrandosi col politicamente corretto, quando si arriva a etichettare un popolo intero, una nazione, un'etnia oppure, per usare un termine improprio, una "razza".

In nome del politically correct sono stati censurati in tempi recenti molti vecchi cartoni animati degli studios americani (Disney, Warner Bros et c.), colpevoli di aver caratterizzato in modo razzista, soprattutto durante gli anni Trenta, le popolazioni di colore e gli orientali.

Hanno subìto la stessa sorte alcune storie a fumetti del Topolino di Gottfredson, mentre il Tin Tin di Hergé attira sempre critiche ogni volta che vengono ristampati certi volumi, rendendo necessarie nuove introduzioni critiche atte a contestualizzarne la lettura. Nello stesso modo dovrebbero essere corretti centinaia di riferimenti nei testi italiani, nei quali fino alla metà degli anni Settanta definire uno scrittore di colore "autore negro" era la norma.

Detto ciò, è impossibile che i videogiochi fossero esclusi, nel corso della loro evoluzione storica, dall'uso degli stereotipi razziali: anche gli italiani hanno avuto una parte non trascurabile in questo percorso, partendo ovviamente dal piccolo omino tozzo coi baffi neri (ma senza mandolino) di nome Mario, sempre vestito in modo buffo mentre ripete a oltranza: "mammamia!" facendo divertire tutti, italiani compresi.

Senza arrivare alla citazione del fastidioso e parossistico "Ravioli Mafiosi" di Frank Bruno's Boxing (Commodore 64 et al, Elite, 1985),  il poco conosciuto Mangia (o Mangia', con l'apostrofo, come recita la copertina), gioco su cartuccia per Atari VCS uscita nel 1983, rappresenta un perfetto esempio di quanto esposto in precedenza.

Una strana società, la Spectravision, che ha presto cambiato nome in Spectravideo a causa dell'omonimia con un'altra azienda americana: iniziò come una software house third party dedicata allo sviluppo di giochi per Atari VCS e Coleco, alcuni dei quali sono oggetto di disperata ricerca da parte degli odierni collezionisti (Mangia compreso).

Ha poi prodotto una tastiera add on, il Compumate, per trasformare l'Atari VCS in un "vero" computer; ottenne il brevetto per il primo joystick ergonomico nella storia, il QuickShot; ha avuto infine un ruolo fondamentale nella nascita dello standard MSX.

Visto che la Spectravision produceva i giochi esternalizzandoli a vari freelancer, è molto difficile stabilire chi sia stato il creatore effettivo di Mangia: certamente questo creativo conosceva perfettamente i vari stereotipi relativi agli italo-americani, dagli spaghetti alla mamma possessiva e asfissiante, utilizzandoli come concetti base per creare il suo design di gioco.

"Your mother has been cooking all day preparing your favorite pasta dish, but then nothing is too good for her favorite!! Now, it's only fair that you put a smile on her face, a gleam in her eyes, and a glow in her heart. How??? How else!!! Eat! Eat! - Mangia'! Mangia'! Come on it's good for you!!" (trad. La tua mamma ha cucinato tutto il giorno preparando il tuo piatto di pasta preferito, ma niente è troppo per il suo cocco!! Adesso è giusto che tu le doni un sorriso sul volto, le faccia brillare gli occhi e il cuore. Come??? E te lo chiedi!!! Mangia! Mangia! Dai, che ti farà bene!!")

Così viene introdotto il gioco nella prima pagina del manuale ed effettivamente lo scopo consiste nel soddisfare la mammina, finendo tutti i piatti che vengono depositati sul tavolo, il cui numero totale cresce sempre col passare dei livelli.

Le pietanze vengono lasciate una dopo l'altra in sequenza e il tavolo crollerà se arriva a contenerne dieci: per evitarlo potremo o mangiarle in prima persona, oppure lanciarle ai simpatici animali di casa: un cagnolino scodinzolante che passeggia verso di noi (Sergio, the Italian dog), oppure un gattino (Frankie, the Italian cat) che si affaccia di tanto in tanto alla finestra per osservare il bambino sgambettante, che non riesce neanche a toccare terra coi piedi da seduto.

Mammina, sotto lo sguardo vigile del Babbo (in una fotografia in alto, coi baffoni d'ordinanza), non vuole che la pasta vada sprecata dandola ai cuccioli:  vi punirà ogni volta che vi vede farlo, depositando ben tre piatti invece che uno solo al giro successivo.

Risulta quindi opportuno cibare gli animali mentre lei è di spalle, mentre mangeremo in prima persona solo quando ci guarda orgogliosa. Il bambino sopporterà, ingrassando progressivamente, ben venti pietanze diverse: la pancia esploderà poi in modo deciso, con la perdita di una vita e l'inevitabile infelicità della disgraziata genitrice.

Una dinamica di gioco molto semplice, adatta addirittura a essere simulata efficacemente da un gioco lcd tipo i Game & Watch della Nintendo; la difficoltà però è calibrata in modo particolarmente attento nella progressione dei livelli, quindi è forte la tentazione di insistere per attribuirsi i roboanti titoli di Pasta Prince, o addirittura Super Sicilian gourmet, arrivando fino ai 9999 punti massimi.

Non viene dunque rispettato il vecchio adagio: non si deve saltare dalla finestra se non si vuole mangiare la minestra, ma è possibile usufruire di alcuni simpatici animaletti fino a quando il WWF lo permetterà; oppure, certo, dovremo rassegnarci a deglutire cibo fino a scoppiare, come in uno sketch dei Monty Python.


(Nota: le immagini sono prese dal sito AtariAge)

3 commenti:

  1. Grazie,il tuo è un lavoro splendido.Rileggere questo articolo, mi ha fatto ricordare tanti bei momenti.

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  2. Questi articoli sono vere chicche, si leggono sempre con piacere.

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