22 luglio 2017

Editoriale (luglio 2017)


Mutuando il logo da Zzap!64 inglese e il suo editoriale mensile, ho pensato fosse utile aggiungere al sito un commento (aperiodico) che facesse il punto della situazione riguardo Quattro Bit, le sue dinamiche e il suo futuro.

Evitando di raccontare una lunga storia noiosa, riassumo il tutto dicendo solo che il blog ha ormai superato i dieci anni di vita: era infatti il 2007 quando le prime recensioni venivano pubblicate in questo spazio, immerse in una Rete completamente diversa da quella attuale.

Allora, in sostanza, le persone interessate ai vecchi videogiochi cercavano informazioni e saltellavano da un sito all'altro usando i motori di ricerca, mentre lo scambio di opinioni era riservato ai gruppi su Usenet o, sempre più spesso, ai forum di discussione. Incredibile a dirsi, veniva ancora usata l'e-mail come normale mezzo di comunicazione.

Adesso le stesse persone non usano più il computer ma il telefono (lo noto dalle statistiche), mentre i tempi di lettura e di fruizione dei contenuti si sono ridotti ai minimi termini; persino quello che era un testo normale senza pretese, pubblicato su una paginetta di Geocities, è ora ormai da considerarsi un vero e proprio long form, che poche persone riescono a leggere fino alla fine.

Nello stesso modo, un contenuto ormai non esiste se non viene adeguatamente pubblicizzato sui social network: visto che mi è sempre piaciuto essere molto trasparente riguardo ciò che scrivo, mediamente gli ultimi articoli che ho presentato hanno raggiunto una cifra di 350-400 letture al momento della pubblicazione (alcuni, grazie alle condivisioni, si sono attestati intorno alle 1200-1500 letture) per poi "morire" completamente nel giro di pochi giorni e situarsi, nelle settimane successive, a cifre di 0-5 letture.

Non sono sicuro che queste cifre corrispondano a delle letture reali, ma rispondano piuttosto alla tipica tendenza alla rapida assegnazione di un "mi piace" e al click istintivo, alla ricerca di un'immagine piacevole o un filmato da digerire velocemente. È perfettamente comprensibile del resto, poiché durante gli orari di maggiore fruizione tramite cellulare (pausa pranzo, uso dei mezzi pubblici, post-cena) non è certo possibile impiegare almeno una ventina di minuti nel leggere qualcosa approfonditamente.

Con la tendenza attuale, l'unico modo per mantenere vigile l'attenzione dei lettori è quindi proporre contenuti a getto più o meno continuo, in modo da ottenere una certa fidelizzazione. Da questo punto di vista non posso che affermare di essere un fallimento completo; analizzando la sezione dei testi originali, ne ho scritti 5 nel 2014, 4 nel 2015, 2 nel 2016 e 2 (per ora) nel 2017. Con questi numeri davvero non si può riuscire a ottenere un feedback adeguato.

Non sto dicendo di essere insoddisfatto di quanto appare sul sito, anzi: ritengo che ogni scritto, frutto spesso di intere settimane di lavoro, ha la sua ragione d'essere e penso (senza falsa modestia) che possa essere utile per uno studio storico dell'evoluzione del videogioco in Italia. In questo senso, sono particolarmente soddisfatto di essere riuscito a chiarire il fenomeno della distribuzione di cartucce all'inizio degli anni Ottanta, facendo "parlare" i principali protagonisti, dalla Melchioni all'Audist, concludendo di recente questo percorso, con la Miwa Trading.

Ciò che sto affermando è che il sito non può più proseguire in questa forma, poiché il lavoro necessario per alimentarlo risulta ormai eccessivo, di fronte alla sensazione di isolamento e frustrazione che ne deriva.

Rispondo in anticipo alla principale opposizione: «Ma è semplice, se non ti diverti più a scrivere nel tuo tempo libero allora smetti, che problema c'è?» Il problema è che non vorrei smettere, ma anzi studiare ancora meglio e approfondire ancora di più certe dinamiche. Il secondo problema è che mi piacerebbe che questo diventasse qualcosa in più dello "scrivere nei minuti di tempo libero", soprattutto per superare il luogo comune per cui i testi online sono prodotti di scarto e di secondo piano, utili solo a essere (più o meno) copiati da qualcun altro nel momento in cui fa comodo.

Ho quindi elaborato una serie di ipotesi sul futuro, con i problemi che derivano dalle singole scelte:
  • Passaggio a un altro tipo di piattaforma di blogging più performante, come Wordpress. / Risolverebbe il problema legato ad alcune limitazioni di blogger, come menu e categorie, ma non risolve affatto la questione strutturale: forse è la forma "blog" in quanto tale a essere completamente superata. A ciò si aggiunge la perdita del ranking faticosamente conquistato su Google.
  • Passaggio a un sito vero e proprio. / Aumenterebbe esponenzialmente il tempo da dedicare alla gestione, a scapito di quello utile per la produzione dei testi.
  • Uso a una piattaforma social come Medium. / Interessante, ma a una prima analisi mi pare che la presenza di scritti in italiano sia ancora trascurabile, per cui sarebbe necessario l'uso esclusivo dell'inglese.
  • Passaggio dei contenuti a un sito commerciale, che voglia investire nell'idea legata a Quattro Bit. / Non credo esista qualcuno che abbia voglia di investire in una realtà così settoriale e poco attrattiva dal punto di vista pubblicitario: se esistesse si sarebbe già manifestato nel corso di tutti questi anni. Inoltre, essendomi dato sempre la metaforica zappa sui piedi, perché qualcuno dovrebbe investire denaro in qualcosa che è sempre stato fornito gratis? Meglio, piuttosto, copiare o "ispirarsi" senza spendere alcunché.
  • Introduzione di pubblicità nel sito o contributi volontari mediante Patreon. / Sono sempre stato contrario all'introduzione di pubblicità, non lo farò mai. La questione Patreon è diversa e mi sembra utile a molti siti esteri non tanto per il denaro in sé, quanto per la legittimazione presso il pubblico che questa dinamica permette. Non credo che l'idea di Patreon possa attecchire molto in Italia, ma è una pratica da analizzare.
  • Presentazione delle attività di Quattro Bit durante manifestazioni a tema retrocomputing. / Interessante, certo, ma vale quanto detto sopra per i siti commerciali. Se qualche manifestazione avesse avuto interesse in questo tipo di approfondimenti, mi avrebbe già contattato.
Da poco meno di cinque anni, oltre a questo sito, sto lavorando su un libro di interviste relative al Commodore 64. Raccogliere le testimonianze dei protagonisti di quel periodo è un'esperienza esaltante ma anche molto laboriosa: per poter gestire meglio tutto il materiale raccolto e dargli una forma appropriata, sospenderò fino a data da destinarsi tutti gli aggiornamenti di questo spazio. A tempo debito, ovviamente, aggiungerò qui una pagina per presentare il libro in modo approfondito.

Qualunque riflessione da parte vostra è ovviamente gradita, sia sui social network ma soprattutto in calce a questo articolo. Ne terrò di certo conto, quando il futuro di Quattro Bit dovrà essere definitivamente deciso.